Attesa, auspicata, invocata a gran voce, alla fine la riunione del tavolo del centrosinistra chiamato ad occuparsi delle elezioni amministrative a Salerno e provincia si è finalmente concretizzata. Ma chi immaginava che da questo primo incontro potessero arrivare indicazioni per sciogliere il rebus Salerno – dunque per superare lo stallo prodotto dalla (auto)candidatura di Vincenzo De Luca – è rimasto deluso.
Il primo momento di confronto tra le forze di centrosinistra – presente anche “A testa alta”, la civica deluchiana nata in occasione delle regionali di novembre – si è limitato a mettere sul tavolo alcune indicazioni di carattere generale che dovranno poi essere declinate nelle diverse realtà territoriali.
Appare quasi superfluo sottolineare come volontà comune di quanti si sono ritrovati ieri pomeriggio intorno al tavolo sia quella di tenere unito il centrosinistra «il più possibile» in occasione della tornata elettorale di maggio. Un principio di massima accompagnato da tre elementi di dettaglio: impegno a valorizzare le migliori risorse disponibili, a tenere conto delle specificità territoriali e, soprattutto, consapevolezza che l’impossibilità di tenere unita la coalizione in un caso non comporta il “liberi tutti” nel resto degli altri comuni chiamati al voto.
Criteri che sembrano disegnare un quadro che apre la strada alla candidatura di Vincenzo De Luca in quel di Salerno ed al conseguente “spacchettamento” del centrosinistra in almeno due schieramenti nella città capoluogo.
Del resto quanto sia improbabile che nella città capoluogo si possa arrivare a dare vita al Campo Largo lo conferma il fatto che quella parte di centrosinistra, cui si sommano alcune realtà civiche, che nelle scorse settimane ha annunciato il suo veto alla candidatura De Luca sarebbe ormai pronta a lanciare il proprio candidato sindaco. Nonostante l’avvio del confronto sul tavolo provinciale.
Volontà ribadita nel corso di una riunione tenutasi ieri mattina, appuntamento cui hanno preso parte rappresentanti del M5S, di Sinistra Italiana, Casa Riformista, Noi di Centro, insieme a gruppi civici; presente anche Alfonso Andria. Tra i “papabili” per la guida della coalizione restano i nomi di Federico Conte ed Elisabetta Barone. Anche se c’è chi spera in un impegno – alquanto improbabile, in verità – dell’assessore regionale Claudia Pecoraro.

