«Sarà molto difficile». Così Virginia Villani, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle, valuta la possibilità di una presenza unitaria del centrosinistra in occasione della prossima tornata elettorale a Salerno. Uno scetticismo ampiamente condiviso tra le forze che hanno dato vita alla coalizione allargata che ha portato alla vittoria in occasione delle elezioni regionali dello scorso novembre.
A Salerno il Campo Largo sarà più stretto di quello voluto da Roberto Fico?
«Parto da un presupposto: per quanto fossimo convinti della bontà della scelta di Fico di costruire il Campo Largo in Campania per dare speranza alla nostra terra, eravamo al contempo consapevoli delle difficoltà insite in questo percorso. Questa consapevolezza mi porta a dire che se per la Regione è stato possibile, alla fine, costruire questa alleanza ampia, a Salerno sarà molto più difficile replicare lo schema regionale, quasi impossibile in realtà».
Non è un mistero che il Movimento 5 Stelle sia sempre stato all’opposizione a Palazzo di Città, così come altre forze che si sono poi ritrovate nel Campo Largo. C’è un dialogo con questi partiti?
«Noi siamo pronti ad un confronto con tutte le forze intenzionate a dare vita ad un patto per Salerno, unica condizione che non ci sia De Luca. È una questione di coerenza del nostro agire. Per il resto mi sono fatta in prima persona promotrice di un tavolo di confronto, ci incontreremo nei prossimi giorni per arrivare poi a fare sintesi tra le diverse idee e costruire un progetto che possa portare a Palazzo di Città una proposta seria per la città di Salerno».
È prematuro parlare di nomi per il candidato sindaco?
«Per ora non c’è nessun ragionamento sui nomi. A a noi interessano il benessere ed il futuro dei salernitano, il rispetto delle regole democratiche, fissati questi principi possiamo confrontarci sul programma e poi sui nomi. È evidente che le forze che andranno a comporre la coalizione dovranno individuare una figura inclusiva e rappresentativa, in grado di dare forza al progetto per la città. Ecco, come Movimento 5 Stelle siamo pronti a sederci al tavolo e portare il nostro contributo».
In primavera diversi comuni della provincia di Salerno andranno al voto, tra cui anche realtà importanti come Cava de’ Tirreni e Angri, è possibile che il centrosinistra partecipi a questi appuntamenti con coalizioni a geometria variabile?
«Sì, assolutamente. Che in provincia si riesca a replicare il modello del Campo Largo ed a Salerno no è una possibilità reale. Molto dipende naturalmente dagli equilibri politici presenti nei diversi territori».
Una eventuale rottura del Campo Largo a Salerno, la seconda città della Campania, avrà ricadute più ampie, anche a livello nazionale considerando che nella primavera del 2027 ci sarà il voto per le elezioni politiche?
«Credo che la coerenza sia una qualità fondamentale per un amministratore, dunque se c’è un comportamento non lineare o apparentemente tale, in questo caso la non riproposizione del Campo Largo schierato per le regionali, sia necessario spiegare con chiarezza agli elettori i motivi di una scelta. Non sempre è facile, ma lo abbiamo fatto in occasione delle elezioni dello scorso novembre, lo faremo anche nelle prossime settimane. Sono fiduciosa che i salernitano comprenderanno la nostra posizione».
Ritiene che una eventuale rottura del Campo Largo a Salerno possa avere conseguenze a Napoli, sulla tenuta e sull’attività dell’amministrazione Fico?
«Non credo ci saranno ricadute in Regione, siamo sempre stati chiari sulla nostra posizione, non è una sorpresa per nessuno».
Intanto la segreteria regionale del Movimento 5 Stelle ha chiesto la convocazione di un tavolo regionale e di cinque tavoli provinciali «per avviare fin da subito un percorso comune in vista delle elezioni amministrative del 2026» . Ovviamente nel solco dell’esperienza che ha portato alla vittoria in occasione delle regionali.

