Hojlund e McFratm, il fattore United illumina Napoli

Il fattore United. Prima Scott McTominay, ora Rasmus Hojlund. Il Napoli si gode i suoi due pilastri, preziosi nel successo con il Milan. Nel successo per staccare il biglietto per la finale di Supercoppa ci è voluto una prova sontuosa di Hojlund. Il danese è stato praticamente infermabile, stravincendo il duello con De Winter. L’assist con la complicità di Maignan sul gol di Neres, poi la galoppata e la rasoiata fulminea per battere l’estremo difensore francese in diagonale e chiudere i conti. Una prova da 45 milioni di euro, cifra che il Napoli sborserà nel prossimo giugno per far valere il diritto di riscatto e acquisire il cartellino dello scandinavo dal Manchester United. “Sono molto felice personalmente e per il gruppo, tra pochi giorni c’è la possibilità di mettere le mani su un trofeo”, ha commentato il danese. Bello anche l’abbraccio con Romelu Lukaku, attaccante che ha dovuto sostituire in questa prima parte di stagione: “Io e Rom abbiamo davvero un bel rapporto, lui mi insegna molto. Spero di rivederlo in campo il prima possibile perché è un top player. Ora abbiamo un’ottima opportunità per vincere un trofeo. In finale può succedere di tutto”.
A rendergli omaggio anche Scott McTominay. Lo scozzese sta sorreggendo il centrocampo falcidiato dai continui infortuni. Nonostante i continui acciacchi, l’ex United sta stringendo i denti, con prestazioni sempre ben oltre la sufficienza. Con Lobotka al suo fianco è ritornato a dominare per fisicità ed intensità. Sontuosa la prova con il Milan, ritornando allo scintillio visto con Juventus e Roma prima del passaggio a vuoto con Benfica e Udinese. In un’intervista alla Cbs, lo scozzese ha sottolineato il suo momento magico a Napoli: “Negli ultimi diciotto mesi Scudetto, miglior giocatore della Serie A, la Scozia di nuovo al Mondiale. È enorme, ma non mi sento arrivato. Anzi, ora sono ancora più esigente con me stesso. Difendere il successo è più difficile che ottenerlo, ma l’obiettivo è continuare a crescere”. La venerazione della cittànei suoi confronti è motivo d’orgoglio: “E’ tutto surreale. L’amore dei tifosi è incredibile ma la mia routine è semplice. Qui però si mangia meglio e il clima aiuta”. Poi le parole al miele per Conte: “Lo adoro. È passione pura, tatticamente straordinario. Non ho bisogno di carezze, ma di qualcuno che mi spinga sempre”.
“Il mio italiano non è perfetto, ma ci provo. Riesco a dire qualche frase dopo le partite”. McTominay ha raccontato di aver studiato con app e costanza quotidiana: “365 giorni di Duolingo, poi sono passato a un’altra applicazione. Preferisco studiare quando voglio”. Indimenticabile l’episodio con un giardiniere: “Abbiamo parlato 25 minuti solo in italiano, dopo lo Scudetto”.

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