“Io non sono mai andato via”. Il nuovo Napoli è tutto negli strappi, nella corsa e nei lampi di David Neres. Il numero sette si è caricato gli azzurri sulle spalle e ha permesso al Conte 2.0 di rivoltare la squadra partenopea come un calzino e riprendersi non solo il primato del campionato ma riacciuffare anche il proprio destino. La sconfitta di Bologna, i malumori esplosi nel post-gara e le tensioni che accompagnarono la scorsa sosta per le nazionali sembra già acqua passata. Da quelle due settimane di pensieri, riflessioni e chiarimenti il Napoli ne è uscito fortificato. Non solo nel morale, nello spirito di sacrificio e di squadra ma anche nelle idee tattiche. Conte ha dovuto fare di necessità virtù, facendo i conti con un’emergenza infortuni che gli ha decimato il centrocampo (Gilmour operato ieri, resterà fuori due mesi), lasciandogli i soli Lobotka e McTominay a dover fare reparto almeno fino al mese di gennaio, quando dal mercato ci si augura possa arrivare subito un rinforzo. Defezioni in serie che hanno obbligato a cambiare vestito tattico, mandare in soffitta il 4-1-4-1 disegnato per far coesistere De Bruyne, McTominay, Lobotka e Anguissa e affidarsi ad un più spartano 3-4-2-1. Un cambio che ha praticamente permesso al Napoli di svoltare. Conte ha riscoperto Beukema e Lang, tra gli acquisti più onerosi del mercato estivo e frenati dalle iniziali difficoltà di adattamento con ripercussioni anche sul minutaggio a disposizione. Il difensore si è riscoperto granitico dopo un avvio incerto, guidato da un Rrahmani insuperabile e da un Buongiorno dominante. L’esterno invece, libero di poter agire sul fronte offensivo, ha dimostrato di avere strappi e dribbling per accendere gli azzurri.
A prendersi la scena però è un David Neres in stato di grazia. Tre gol in tre partite in appena otto giorni per riportare il Napoli in vetta e risistemare il cammino in Champions League. Con le sue accelerazioni aveva mandato in tilt l’Atalanta, con il Qarabag sfiorò un super gol in rovesciata. Ieri si è acceso nel momento topico della partita e con una fuga straordinaria ha bucato la difesa della Roma e piazzato il colpo pesantissimo da tre punti. “Non sono andato via, sono sempre stato qui – il messaggio fortissimo del brasiliano, con la sua esultanza diventata virale nell’immediato post-Roma -. Onestamente, non so proprio che tipo di uccello sia, ma devo scoprirlo. Non ho molte celebrazioni, Semplicemente non segno così tanto, ma cerco di cambiarle sempre perché segnare è sempre lo stesso”. Nel finale Neres si era dovuto arrendere ai crampi, con Conte che ha allontanato le sensazioni di un infortunio più grave anche in vista della super sfida con la Juventus di domenica prossima: “Era stremato, aveva dato tutto”.

