Avrà anche il carattere mite del «buon democristiano», come da ritratto di Clemente Mastella, ma adesso Roberto Fico dovrà saper tenere testa alle pressioni sui nuovi assetti ed equilibri regionali. Nelle sue mani – diciamo così – ci sono la composizione della nuova giunta (dieci assessori), la presidenza delle potenti commissioni consiliari e lo sconfinato sottogoverno che ruota intorno a Palazzo Santa Lucia. Qualche ragionamento era stato già avviato alla vigilia del voto ma dopo la chiusura delle urne il quadro è ormai chiaro. A entrare nell’esecutivo dovrebbero essere, seguendo l’ordine di peso elettorale: Partito democratico (due assessori), Movimento Cinque Stelle, A Testa Alta, Avanti Campania e Casa Riformista (uno a testa). A questi si aggiungerebbero quattro esterni. A battere cassa politica -dopo aver piazzato due consiglieri da ottantamila preferenze solo a Napoli (Giorgio Zinno e Salvatore Madonna) – è soprattutto il Partito democratico. Per Zinno, al netto del ruolo di capogruppo dem, potrebbe profilarsi la presidenza dell’assise. Un ruolo istituzionale gradito anche a Massimo Manfredi, fratello del sindaco partenopeo Gaetano, quest’ultimo con un particolare ascendente su Fico se è vero che la sua candidatura a governatore della Campania nascerebbe proprio da un dialogo con la segretaria dem Elly Schlein e il leader Cinque Stelle Giuseppe Conte. Per un capogruppo che entra, ce n’è uno che esce. Ma per rientrare più forte di prima. È il caso di Mario Casillo (secondo fonti accreditate l’artefice della straordinaria performance elettorale di Zinno e Madonna). Per lui – che non si è ripresentato alle elezioni per Palazzo Santa Lucia – si potrebbero aprire le porte della vicepresidenza regionale e di un assessorato di peso (leggasi Trasporti). In casa dem scalpita anche l’irpino Maurizio Petracca, 25mila preferenze e la delega all’agricoltura nel mirino. Passiamo alla sanità. È stato il tema centrale della campagna elettorale ed è quello che desta maggiore preoccupazione tra i cittadini in tutta Italia. Potrebbe essere affidato a un tecnico esterno. Magari una donna. Anche se dall’area deluchiana – forte dell’importante risultato ottenuto dalla lista A Testa Alta, terza forza della coalizione – la sanità resta uno dei settori attenzionati insieme ad ambiente e trasporti. Il governatore uscente ha messo sul tavolo diversi nomi, per poi piazzarne un paio. Nell’ordine. Fulvio Bonavitacola, Corrado Matera e Luca Cascone. Con l’aggiunta di Lucia Fortini, assessore uscente alla Scuola, che potrebbe spuntarla rientrando nella linea politico di Fico volta a valorizzare la componente femminile dopo che in Consiglio sono state elette solo otto donne su cinquanta. Tra i papabili anche Carmine Mocerino, non eletto nonostante le diecimila preferenze. Bonavitacola viene associato nuovamente all’Ambiente, anche se non si esclude un suo impegno a capo di una partecipata regionale collegata al settore. Cascone punta ai Trasporti, quantomeno a mantenere la guida della commissione. Matera viene accostato alle Aree interne, assessorato ambito anche da Casa Riformista e dai socialisti. Nella compagine renziana in pole c’è Ciro Buonaiuto: il suo ingresso in giunta farebbe scattare il ripescaggio di Armando Cesaro, altro big al momento out da Palazzo Santa Lucia. Nel perimetro di Avanti Campania prende quota il nome di Enzo Maraio. Il segretario nazionale dei socialisti potrebbe far parte della prossima giunta regionale proprio con la delega alle Aree interne o al Turismo. Anche Mastella reclama un assessore ma difficilmente lo otterrà. È probabile che ne sia perfettamente consapevole e che, lui sì da vero democristiano, abbia tutt’altro obiettivo.

