Salernitano doc, cognome “pesante” e sangue verdeoro nelle vene. Daniel Gallozzi è in Italia da quando era solo un bambino, molti dei quali passati a contatto con l’acqua, il suo elemento naturale. Colonna della Rari Nantes, il 32enne originario di San Paolo si gode la prestigiosa convocazione della Nazionale del Brasile per la Coppa del Mondo. Non solo un modo per riallacciare il filo con le proprie radici, ma anche una chance per provare a coronare il sogno di una carriera, quello di prender parte ai Giochi Olimpici. Un traguardo da dedicare alla compianta mamma, che insieme a papà Enrico, patron proprio della Rari, ha formato una coppia d’esempio nell’accoglienza e nel supporto di chi è meno fortunato. Distinguendosi anche fuori vasca…
Dopo la prima convocazione per il collegiale con la Nazionale del Brasile, è arrivata ora la chiamata per la Coppa del Mondo. Che emozioni hai provato riallacciando il filo con le tue origini?
Ho provato emozioni contrastanti perché ho avuto l’opportunità di giocare per il Brasile, il mio paese d’origine e di rivivere momenti intensi del mio passato. Possiamo dire un mix di nostalgia e felicità, nel riabbracciare quella che comunque sarà sempre una parte di me.
In passato hai dichiarato che la pallanuoto ti ha aiutato a vincere paure e timori che un bambino adottato porta inevitabilmente con sé. Porti un cognome, che rappresenta impegno indefesso non solo nello sport, ma anche dell’accoglienza a della condivisione…
Sì, è assolutamente vero che la pallanuoto mi ha aiuto a crescere e a superare mille difficoltà, ma il supporto della mia famiglia è stato fondamentale. Come ben noto, i miei genitori adottivi hanno lottato costantemente contro l’abbandono e cercato di fare il possibile per aiutare chi, per varie ragioni, è stato meno fortunato. Sono grato a loro perché, grazie a questa scelta mi sono sentito amato, protetto e ho potuto fare esperienze incredibili. Quando mi si è presentata l’opportunità di giocare per la nazionale brasiliana, il primo pensiero è stato per mia madre perché sono sicurissimo che sarebbe stata molto orgogliosa di me. È per questo che mi sono ripromesso di vivere questa esperienza al massimo, per lei e per tutta la mia famiglia.
Dopo la preparazione a Recco, il torneo “Copa do Mundo Divisao 2” a Malta. Che aspettative ci sono, e cosa pensi di portarti a casa a livello di esperienza da questa competizione?
Il nostro obbiettivo è puntare a qualificarci per le Olimpiadi. Questo è un banco di prova per migliorarci e confrontarci con le altre nazioni così da poter essere pronti per affrontare gli step successivi che ci permetteranno di contenderci la chance di partecipare ai Giochi di Los Angeles 2028.
Archiviata la Coppa del Mondo, il ciclo della verità in casa Rari Nantes Salerno: prima Ortigia, poi Roma e infine Olympic Roma. C’è una grande fetta del vostro futuro in palio…
Avremo 3 partite fondamentali e dobbiamo affrontarle concentrati, uniti e con tranquillità perché non saranno facili. Ma di certo faremo di tutto per giungere alla salvezza.
Credete ancora nella salvezza diretta, o siete consapevoli che la permanenza in serie A1 potrebbe passare dai playout?
Non abbiamo mai smesso di crederci ma dobbiamo ragionare partita per partita e poi, alla fine, si vedrà. Ciò che importa è dare sempre e comunque il massimo di noi. Ora proverò a vivermi al meglio il torneo in programma a Malta, ma al mio rientro penseremo al campionato e concentrarci al meglio per il finale di stagione.

