«Non mi lascio coinvolgere in polemiche sterili che rischiano di oscurare il dato politico più importante: il successo di Forza Italia alle elezioni provinciali». Roberto Celano è netto. Il coordinatore provinciale degli azzurri, eletto di recente nel Consiglio regionale a Palazzo Santa Lucia, replica così alle parole del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti che, all’indomani del voto per Palazzo Sant’Agostino, ha parlato di una “incompatibilità evidente” tra il ruolo di consigliere regionale e quello di segretario provinciale. Indicando la necessità «politica» di un cambio al vertice del partito.
Segretario Celano, dunque nessun passo indietro?
«Non vedo alcuna incompatibilità. In altre province i coordinatori provinciali di Forza Italia ricoprono anche incarichi parlamentari. Detto questo, sono e resto un uomo di partito, un militante. Come tale sono a disposizione della mia forza politica e dei suoi vertici regionali e nazionali, di ciò che decidono. Il mio compito è lavorare per rafforzare Forza Italia e i suoi risultati sui territori».
Il sindaco Aliberti parla di «un partito chiuso su se stesso, incapace di intercettare la richiesta di protagonismo che arriva da un’area moderata e civica dei territori». Condivide questa lettura?
«È naturalmente una lettura di parte. Legittima, per carità, ma per me non sta in piedi».
Perché?
«Forza Italia partiva da un solo consigliere provinciale e oggi ne ha due. Era l’obiettivo su cui ho lavorato. È un risultato che rafforza il partito all’interno del Consiglio provinciale e sul quale credo che tutta la classe dirigente debba sentirsi orgogliosa».
Aliberti sostiene che la segreteria provinciale di Forza Italia, chiamando in causa direttamente lei, abbia impostato alle elezioni provinciali una campagna elettorale di contrasto nei suoi confronti.
«Ripeto: è una lettura di parte. La segreteria provinciale ha fatto ciò che era necessario per evitare che si ripetesse quanto accaduto due anni fa: per pochi voti ponderati Forza Italia perse il secondo consigliere provinciale».
Quale è stato, in concreto, il modus operandi della segreteria provinciale alle elezioni per Palazzo Sant’Agostino?
«L’obiettivo era eleggere due consiglieri provinciali di Forza Italia. Il sindaco di Scafati sapeva di essere destinato all’elezione, potendo contare sul sostegno della propria maggioranza e su appoggi esterni, come quello della Lega. Per questo si è lavorato a un bilanciamento dei voti evitando sorprese e il rischio che il seggio finisse, appunto come in passato, a un altro partito. Il mio compito, da segretario, è stato quello di tutelare il miglior risultato possibile per Forza Italia».
A livello nazionale Forza Italia ha avviato una riflessione su rinnovamento e apertura di una nuova fase. E a Salerno?
«Lo stiamo già facendo. Forza Italia può contare su un movimento giovanile tra i più vivi e numerosi della provincia: uno dei miei vicecoordinatori è anche l’attuale segretario provinciale dei giovani. Valorizzeremo queste energie anche attraverso le candidature alle amministrative. È giusto dare spazio ai giovani ma serve una classe dirigente che unisca età, competenze e radicamento, capace di intercettare consenso e rispondere alle istanze del territorio».
C’è uno spazio politico ampio al centro, tra area moderata e disaffezione verso i partiti tradizionali. È un’opportunità per Forza Italia?
«Forza Italia è un partito aperto. Ci sono interlocuzioni in corso con amministratori della provincia di Salerno che vedono in Forza Italia l’unico grande partito moderato strutturato e credibile, con un ruolo centrale nel centrodestra. Continueremo a lavorare in questa direzione rafforzando radicamento e organizzazione».
I risultati elettorali legittimano questa capacità attrattiva di Forza Italia?
«I risultati dimostrano che Forza Italia è una forza rilevante in Campania e in provincia di Salerno. Su questa base siamo convinti di poter essere protagonisti in
tutti i comuni alle prossime elezioni».
Si parla di una possibile adesione a Forza Italia di due esponenti ex Lega: il consigliere regionale Minella e il deputato Pierro. Le risulta?
«Personalmente non ho avuto interlocuzioni dirette. È possibile che vi siano valutazioni a livello nazionale. Al momento non ho elementi concreti da confermare. Eventuali scelte verranno comunicate nelle sedi opportune».
A breve si andrà al voto in diversi comuni della provincia di Salerno. Quale ruolo intende svolgere Forza Italia nel centrodestra salernitano?
«Forza Italia intende svolgere fino in fondo il proprio ruolo. È un partito che ha fondato il centrodestra e che lavorerà per tenere unita la coalizione e individuare le candidature migliori».
Con quale metodo?
«Con il confronto. Ci siederemo a un tavolo per discutere di programmi e progetti per le comunità, in raccordo con i livelli regionali e provinciali del partito. La coalizione esiste solo se c’è rispetto reciproco e pari dignità tra le forze che la compongono».
In vista delle prossime amministrative a Salerno, qualora l’indicazione del candidato sindaco spettasse a Forza Italia, circola con insistenza il nome del professore Fauceglia. È un’ipotesi concreta?
«Forza Italia non ha ancora indicato alcun nome. Quello del professore Fauceglia è certamente un profilo autorevole, ma sul tavolo ci sono anche altre ipotesi. Quando si aprirà il tavolo di coalizione, ci confronteremo con gli alleati, partendo dai programmi, per costruire una candidatura condivisa e competitiva».

