Venti giorni di tempo per adeguare il piano necessario per ottenere la nuova Autorizzazione di impatto ambientale: questo l’esito della conferenza di servizi dedicata alle Fonderie Pisano.
Ieri mattina si sono ritrovati tutti gli attori interessati, inclusi il comitato “Salute e Vita” e l’associazione “Medicina Democratica” in veste di uditori, con due soprendenti eccezioni: quelle dell’amministrazione comunale del capoluogo e dell’Asl. Due vuoti “pesanti”, considerato il rilievo del tema in discussione per una parte rilevante della popolazione della città di Salerno e di alcuni comuni limitrofi. A controbilanciare le assenze, la presenza di Claudia Pecoraro, neoassessore regionale all’Ambiente.
Nel corso della riunione è emersa la necessità di emendare il piano presentato lo scorso mese di novembre dall’azienda, diverse le Bat (Best Available Techniques, ovvero migliori tecniche disponibili per l’abbattimento dell’inquinamento industriale, nda) su cui è stato chiesto di intervenire, presentando soluzioni più adeguate a rispondere alle necessità specifiche dell’impianto industriale di Fratte. Termine perentorio entro cui consegnare il documento aggiornato, il prossimo 2 febbraio; fissata per il 18 del mese prossimo la riunione della Conferenza dei Servizi dedicata all’esame delle nuove soluzioni che saranno presentate.
A margine della riunione di ieri inevitabili le polemiche per l’assenza del Comune di Salerno e dell’Asl. Ad andare all’attacco è Lorenzo Forte, presidente del comitato “Salute e Vita”: «Quelle di oggi – dice – sono assenze gravi, tanto più se si guarda all’importanza del tema di cui si è discusso. A questo punto non possiamo non chiedere pubblicamente le dimissioni del dirigente dell’Uoc Igiene Pubblica dell’Asl di Salerno: per la terza volta è assente ad un incontro sul tema fonderie. È inaccettabile».

