È stato notificato ieri mattina il decreto con cui la Regione ha disposto il rigetto del progetto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’adeguamento alle Bat presentato dalle Fonderie Pisano, decisione che porta inevitabilmente alla cessazione dell’attività produttiva presso lo stabilimento di Fratte. La società, ora, ha 60 giorni per presentare ricorso al Tar.
In attesa di un’eventuale pronuncia in senso contrario dei giudici amministrativi, si conclude – per ora almeno – una controversia lunga oltre vent’anni: la Regione ha ritenuto che le controdeduzioni presentate dalle Fonderie Pisano all’indomani del preavviso di diniego dell’Aia «non risultano idonee a superare i motivi ostativi comunicati con il preavviso di rigetto». Tra i quattro punti in cui vengono condensati motivi della non idoneità uno appare particolarmente rilevante, quello in cui si sottolinea come le controdeduzioni presentate «non affrontano adeguatamente il contesto territoriale caratterizzato da una elevata densità
abitativa, omettendo qualsiasi valutazione in ordine alla localizzazione dell’installazione in un’area
a prevalente destinazione residenziale, circostanza che impone un livello particolarmente elevato
di tutela ambientale e sanitaria».
Determinante per questo esito della vicenda il mutato atteggiamento della Regione, frutto di un preciso indirizzo politico del presidente Fico: «La tutela della salute e dell’ambiente – dice il governatore – viene prima di ogni cosa. Per questo come Regione Campania abbiamo detto no all’Autorizzazione Integrata Ambientale per le Fonderie Pisano. Una decisione presa per senso di responsabilità dopo anni di problemi e senza più margini per soluzioni sostenibili che avrebbero garantito la sicurezza dei cittadini. Abbiamo scelto di intervenire sulla base di valutazioni tecniche rigorose e nel rispetto delle indicazioni arrivate anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo».
Comprensibile la soddisfazione del comitato “Salute e Vita”, protagonista in questi anni della mobilitazione per la chiusura delle Fonderie: «Finalmente – dichiara il presidente Lorenzo Forte, ospite martedì dello spazio televisivo di Linea Mezzogiorno dedicato al tema Fonderie – si è fatto quello che doveva essere fatto 20 anni fa: osservare e applicare la legge. Adesso si lavori subito alla bonifica e al ricollocamento degli operai».

