Fonderie Pisano, dieci giorni per scongiurare il blocco totale

Le Fonderie Pisano hanno tempo fino al prossimo 12 marzo per presentare osservazioni e controdeduzioni in grado di evitare la defin itiva valutazione negativa del progetto di adeguamento impiantistico per il rispetto delle Bat e, di conseguenza, per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Il termine è contenuto nella comunicazione di preavviso di rigetto del progetto di riesame con valenza di rinnovo per adeguamento alle BAT Conclusion trasmessa dalla Regione Campania all’azienda salernitana, comunicazione che – salvo accoglimento delle eventuali osservazioni e controdeduzioni – porterà all’emanazione di un provvedimento definitivo che comporterà il blocco delle attività presso lo stabilimento di Fratte.
La comunicazione della Regione – nove pagine fitte di indicazioni e dati tecnici – ricapitola gli esiti del rapporto tecnico istruttorio dell’Università del Sannio e della richiesta di integrazioni dell’ARPAC Dipartimento di Salerno, documenti che sono alla base del parere “non favorevole” reso in occasione della Conferenza dei Servizi dello scorso 18 febbraio.
Nella comunicazione trasmessa dalla Regione Campania vengono individuati otto punti in cui emerge il mancato rispetto di specifiche previsioni delle Bat, punti che vanno dalle emissioni in atmosfera alle procedure da adottare per agevolare il riciclaggio delle scorie, al controllo delle emissioni delle diossine.
Di particolare interesse le conclusioni che hanno portato la Regione a ritenere non giustificata la mancata applicazione delle menzionate Bat «sotto il profilo tecnico e inoltre che gli interventi previsti per il potenziamento dei sistemi di abbattimento: non risultano allo stato attuale della configurazione impiantistica, idonei a garantire una verifica immediata e continuativa, in condizioni ordinarie di esercizio, del rispetto dei livelli minimi previsti dai BAT-AEL; si limitano a misure di carattere programmatico, privi di garanzie tecniche di attuabilità immediata e di sistemi di monitoraggio e controllo che rendano oggettivamente verificabile il rispetto dei livelli minimi previsti dalle BAT Conclusion; non consentono di stabilire, al momento della conclusione del procedimento, che l’installazione sarà in grado di operare in condizioni tali da rispettare effettivamente i limiti emissivi associati alle migliori tecniche disponibili, atteso che i risultati restano condizionati a futuri interventi e a un monitoraggio che potrà dirsi conclusivo solo ex post».
Segue poi il lungo elenco di criticità rilevate dall’Arpac, elementi all’origine del parere negativo dell’ente. Su queste basi si è arrivati al preavviso di rigetto, che si trasformerà in provvedimento definitivo allo scadere dei dieci giorni, salvo eventuale accoglimento di eventuali controdeduzioni presentate dall’azienda. Al momento, tuttavia, appare quantomeno improbabile che nuove comunicazioni possano ribaltare un quadro caratterizzato dalle numerose criticità evidenziate dalla comunicazione della Regione Campania.

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