Fiamme al carcere di Fuorni, agenti intossicati

Incendio ieri mattina all’interno del carcere di Fuorni: le fiamme sono divampate all’interno della sezione femminile. Ad appiccare il fuoco ad alcune suppellettili una detenuta di origine marocchina, con le fiamme che hanno rapidamente invaso la cella.
Il pronto intervento degli agenti della Penitenziaria e dei vigili del fuoco ha scongiurati feriti o danni gravi, anche se alcuni agenti sono stati costretti a far ricorso alle cure dei medici a causa dei fumi tossici inalati durante le operazioni di spegnimento dell’incendio.
All’origine del gesto, a quanto risulta al momento, una protesta della detenuta per la mancanza di sigarette. La sproporzione del gesto rende evidente, una volta di più, la crisi che attrraversa la struttura salernitana, in linea purtroppo con la generale situazione carceraria italiana, caratterizzata dal sovraffollamento delle carceri, dalla mancanza di personale della Penitenziaria e di operatori per attività di educazione e formazione.
Situazione “fotografata” nella sua complessità la scorsa settimana, quando è stata illustrata la relazione annuale sullo stato delle carceri. In Campania a fronte di una capienza di 6.173 posti regolamentari, sono attualmente ristrette in cella 8.016 persone (dati riferiti ad aprile 2026). Tra queste ci sono 412 donne e 956 stranieri, 5 madri con 7 figli a seguito.
La situazione peggiore si registra all’interno del carcere di Poggioreale, cui spetta il triste record di carcere più affollato d’Italia: 2.264 detenuti in istituto con 1.616 posti regolamentari e soltanto 1.341 disponibili, per un tasso di affollamento del 169%.
Quanto alla Polizia Penitenziaria in Campania mancano all’appello circa 500 unità.

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