Vent’anni di Luci d’Artista e una stagione turistica che anno dopo anno continua a spostare verso l’alto l’asticella dell’immagine di Salerno, e dell’indotto economico favorendo al tempo stesso la destagionalizzazione dei flussi. Parte esattamente da qui l’assessore Alessandro Ferrara – nelle cui mani è affidata la responsabilità delle deleghe a Turismo, Attività produttive, Eventi e Innovazione - per mettere a fuoco il presente e tratteggiare il futuro possibile di una città che cresce nei numeri e nelle ambizioni.
Assessore Ferrara, qual è oggi il valore reale di Luci d’Artista per la città di Salerno in termini di attrattività e destagionalizzazione turistica?
«Siamo arrivati alla ventesima edizione di un’iniziativa che ha permesso a Salerno di promuoversi in termini positivi a livello nazionale e internazionale. L’evento, sostenuto da azioni di marketing mirate, come la presenza a fiere ed eventi strategici di settore, sta portando risultati concreti in termini di presenze e di indotto economico. I dati ce lo confermano: Luci d’Artista non è solo un appuntamento attrattivo in sé ma uno strumento che fa conoscere il nostro territorio e fidelizza il visitatore. Molti turisti tornano dopo aver scoperto Salerno proprio grazie all’evento».
Al di là di Luci d’Artista, che quadro restituiscono i numeri del turismo a Salerno in questi ultimi anni?
«Dal 2021 a oggi registriamo un trend di crescita costante dei turisti. Lo dimostrano i dati della tassa di soggiorno, che per noi sono l’indicatore più oggettivo: non percezioni ma numeri. Salerno è una città di 130 mila abitanti e non possiamo paragonarci a Roma, Firenze, Milano o Venezia. Ma la nostra posizione naturale ci favorisce enormemente e i risultati ci danno ragione, anche e soprattutto se raffrontati a città delle nostre stesse dimensioni. I dati dimostrano che cresciamo sia in immagine che in capacità economica».
Quali fattori hanno un impatto positivo sul’appeal della nostra città?
«La nostra posizione geografica è un valore aggiunto: siamo al centro del Mediterraneo e abbracciati idealmente da due coste meravigliose, la Cilentana e l’Amalfitana. A novanta chilometri abbiamo gioielli come Pompei, Paestum, Capri e Sorrento. È un patrimonio che ci rende una meta ambita e contribuisce alla destagionalizzazione dei flussi turistici. Inoltre nel perimetro urbano offriamo un patrimonio storico e culturale significativo: il Duomo, i Giardini della Minerva legali alla Scuola Medita Salernitana, il Castello di Arechi e i vicoli del centro che profumano di storia».
La crescita dell’extralberghiero è stata molto rapida. Come il Comune sta governando questo sviluppo garantendo legalità e qualità dell’offerta?
«Il Comune sta facendo la sua parte. La crescita dell’extralberghiero è stata veloce e per questo lavoriamo affinché sia una crescita governata. Manteniamo un equilibrio fatto di legalità, trasparenza e qualità».
C’è chi sostiene che Salerno non possa ancora essere considerata una città turistica.
«Accetto sempre le critiche quando sono costruttive. Non mi piace l’atteggiamento distruttivo che solitamente è tipico di chi parla senza fare. Salerno deve crescere dal punto di vista culturale, e questo riguarda tutti: politica, operatori, cittadini. Il turismo è una leva economica essenziale che porta occupazione e valore aggiunto».
Una città turistica cresce quando crescono anche i servizi: trasporti, accoglienza, mobilità. Su quali elementi state lavorando?
«La crescita coinvolge ogni settore: ristorazione, alberghiero, extralberghiero, mobilità. Servono servizi adeguati: trasporti, metropolitana, collegamenti interni. Nel 2025 avremo circa 100 attracchi di navi da crociera; nel 2026 arriveremo a 200 navi e 300 mila crocieristi. Le Vie del Mare, ad esempio, quest’anno hanno trasportato 2 milioni e mezzo di passeggeri tra Salerno e la Costiera Amalfitana. È un dato che racconta meglio di qualunque analisi quale sia oggi il ruolo di Salerno nel sistema turistico campano».
Guardando ai prossimi dieci anni, come immagina la Salerno turistica di domani?
«Guardiamo al futuro con una programmazione su breve, medio e lungo termine. L’incidenza positiva del turismo sul territorio è ormai evidente e per questo dobbiamo completare le opere dei trasporti, migliorare la rete e i collegamenti infrastrutturali, rafforzare l’aeroporto, migliorare l’accoglienza, ampliare i servizi. Penso anche alla necessità di un polo fieristico e di un polo congressuale, che rappresenterebbero un’alternativa importante alla stagionalità. Per diventare una vera città turistica serve una strategia di lungo periodo e una collaborazione continua tra pubblico e privato».
Lei spesso richiama la responsabilità dell’intera comunità nel percorso di crescita turistica. Che ruolo ha, concretamente, il cittadino?
«L’invito che rivolgo ai cittadini è semplice: accogliere, avere educazione e senso civico, amare la propria città e farla amare a chi la visita. È il miglior marketing possibile. Una comunità che accoglie è una comunità che cresce sana e forte».

