Ex Whirlpool, in 290 rischiano la fine della cassa integrazione

Resta meno di un mese per impedire che i 290 lavoratori della ex Whirlpool dal prossimo 1° gennaio restino privi della copertura assicurata dalla cassa integrazione, il tutto a dispetto dell’accordo firmato lo scorso 3 ottobre presso il ministero del Lavoro.
Indispensabile a questo punto un intervento diretto del governo, dopo che si è verificata la paradossale situazione del ministero del Lavoro che da un lato firma un’intesa per la proroga della cassa a tutto il 2026, dall’altro poche settimane dopo comunica che la copertura è garantita solo fino al 31 dicembre del 2025.
Un paradosso – una “follia” la definisce il sindacato – che non solo rischia di privare del reddito quasi trecento lavoratori, ma rischia di compromettere il piano di reindustrailizzazione guidato dalla Italian Green Factory.
La vicenda prende avvio nel momento in cui la Whirlpool mette a punto un piano di riorganizzazione produttiva, tra le misure contemplate c’è anche la chiusura dello stabilimento napoletano del gruppo che, all’epoca, impiega 297 lavoratori. Quattro anni fa viene emanato il bando che mette a disposizione l’area di via Argine – dove insiste l’ormai ex stabilimento Whirlpool – per la realizzazione di un progetto di reindustrializzazione. Conditio sine qua non è che il nuovo insediamento produttivo porti al reimpiego di tutti i lavoratori ex Whirlpool.
Inizia così un percorso che vede il gruppo Tea Tek lanciare il progetto di reindustrializzazione destinato a dare vita alla prima fabbrica green di Napoli. Ovviamente garantendo la riassunzione del personale uscito da Whirlpool.
Due anni fa arrivano le assunzioni, ma gli indispensabili lavori di bonifica e riconversione del sito produttivo rendono indispensabile la concessione della cassa integrazione per un periodo di due anni, in attesa dell’avvio della produzione.
I lavori per conto di Italian Green Factory, parte del grupopo Tea Tek, richiedono un tempo più lungo dei due anni inizialmente previsti, di qui la necessità di prolungare la copertura assicurata dalla cassa integrazione. Apparentemente nessun problema, come visto, salvo poi l’inatteso passo indietro del ministero del Lavoro. Una svolta che non solo crea evidenti difficoltà ai lavoratori, ma rischia di rallentare ulteriormente il percorso destinato a dare nuova vita allo stabilimento napoletano dell’ex Whirlpool.

Torna in alto