Un sogno azzurro. Quello che l’ItalFutsal vuole tornare a vivere, dopo un decennio a dir poco complicato. Manca sempre meno all’inizio degli Europei di Calcio a 5 in programma in Slovenia, Lituania e Lettonia in programma dal 21 al 7 febbraio. Dopo l’ultima giornata del girone d’andata e lo stop al campionato di serie A1, tutte le attenzioni sono ora rivolte alla Nazionale del ct Salvo Samperi. Capace, dopo due qualificazioni ai Mondiali fallite in passato, e un Europeo chiusosi già ai gironi, di strappare una qualificazione tanto sofferta quanto importante agli spareggi contro il Kazakistan. L’Italia si è ritrovata nei giorni scorsi al Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ di Roma per il raduno che precederà la partenza di lunedì per Lubiana, dove gli azzurri, inseriti nel Gruppo D, esordieranno il 24 gennaio contro il Portogallo campioned’Europa in carica (ore 14,30). Poi si tornerà in campo martedì 27 per la delicata sfida alla Polonia (ore 20,30), mentre giovedì 29 il girone si chiuderà contro l’Ungheria (ore 20,30). Sono 18 i calciatori convocati, all’Uefa andrà consegnata lista ufficiale dei 14 atleti, più tre che resteranno aggregati al gruppo come da prassi. Tra di loro ci sono Juri Bellobuono, estremo difensore del Napoli, Italo Rossetti dello Sporting Sala Consilina e ben tre elementi della Feldi Eboli, reduce dal successo in Supercoppa Italiana, primo trofeo della nuova era delle foxes, che proprio con Salveri in panchina avevano vinto il loro uno storico Scudetto e una Coppa Italia. Si tratta di Carlos Dalcin, Fabricio Calderolli e Venancio Baldasso. “Andiamo in Slovenia per provare a sognare – commenta Samperi -. Sappiamo di essere in quello che anche all’estero la stampa ha definito ‘il girone della morte’ e per questo sarà importante pensare un passo alla volta per non perdere il focus e arrivare a Lubiana avendo lavorato bene in questa settimana a Roma, ma ne sono sicuro: i ragazzi sono concentrati e determinati. Poter guidare la Nazionale è il sogno di ogni allenatore, a maggior ragione farlo durante un Europeo. Ricordo che nel 2014 ero davanti alla tv a vedere la finale vinta ad Anversa contro la Russia: mai avrei immaginato di poter essere qui in questo momento. Sono giorni sicuramente emozionanti e sono certo che in Slovenia lo sarà ancor di più. In questo anno e mezzo abbiamo provato a infondere a questo gruppo una cultura del lavoro che richiede tanti sforzi e sacrificio. La squadra ha sempre risposto presente e ciò ha posto le condizioni per poter competere nel miglior modo possibile.
Tutto, però, passerà dai risultati, ma quello in Nazionale è un ambiente che respira positività. Per giocare un Europeo positivo è fondamentale curare i dettagli, specialmente a livello difensivo: la difesa è la nostra forza, ma vanno aggiustate alcune cose che hanno funzionato meno nelle ultime uscite”.

