Destagionalizzare i flussi turistici, così da ottimizzare presenze e ricadute economiche sul territorio: in molti – troppi -casi un miraggio, un obiettivo raggiunto, invece, per la Costiera amalfitana.
L’allungamento della stagione turistica fino al periodo natalizio è stata certificata dal monitoraggio dell’Enit sul turismo organizzato internazionale: lo studio, pubblicato ad inizio 2026, colloca la Costa d’Amalfi tra le destinazioni scelte anche per le vacanze di Natale dai mercati europei e a lunga distanza. Individuati anche i principali bacini di riferimento per le località della Divina, tra confereme e qualche sorpresa: Stati Uniti,Brasile, Corea e India. Da un’attività distribuita su un arco temporale di 5/6 mesi si è così passati ad una stagione lavorativa che sfiora i neve mesi, con evidente beneficio non solo per le attività direttamente coinvolte, quanto per l’intero comprensorio.
Un risultato che è frutto di una visione di ampio respiro, impostata su una prospettiva di medio-lungo periodo. Fondamentale la scelta di una strategia di comunicazione volta a promuovere il territorio – in particolare i borghi meno noti a livello internazionale – grazie ad una accoglienza “mirata” in bassa stagione di giornalisti ed influencer, capaci di veicolare nei propri Paesi percorsi, tempi e modi di fruizione della Costiera amalfitana diversi dalle tradizionali vacanze estive.
A fronte del traguardo raggiunto, è necessario continuare a lavorare per consolidare il risultato, come ha sottolineato il presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi Andrea Ferraioli. «I primi operatori che hanno creduto nella possibilità della destagionalizzazione, allungando le aperture, – sottolinea Ferraioli – hanno avuto un riscontro positivo che ha indotto altri a seguirne l’esempio. Il risultato è importante e ora va consolidato: oggi, ci troviamo di fronte ad un quadro a macchia di leopardo dove abbiamo aree che stanno destagionalizzando e altre che tendono ancora a chiudere in autunno. Il quadro va allineato, facendo sempre attenzione a non generare flussi di massa o turismo predatorio mordi e fuggi, che sono incompatibili con la natura stessa della Costiera amalfitana».
Quest’ultimo aspetto sembra essere una delle chiavi del successo: evitare di “stressare” il territorio, con evidente vantaggio per residenti, operatori del comparto turistico e per gli stessi visitatori.

