Dialogo tra Washington e Teheran?

Gli attacchi contro il sistema energetico iraniani sono stati rinviati di cinque giorni: la scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump per ottenere la riapertura dello stretto di Hormuz viene rinviata dallo stesso inquilino della Casa Bianca che, nel corso di un colloqio con i giornalisti, afferma che sono in corso trattative promettenti per arrivare alla fine della guerra.
Da Teheran nessuna conferma alle parole di Trump, mentre fonti israeliane sostengono che ad aver aperto un canale negoziale con gli Stati Uniti sia Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Era stato lo stesso Trump ad escludere che il confronto stesse avvenendo con la guida suprema Khamenei: «Non dimentichiamo – ha detto il presidente Usa – che abbiamo eliminato la leadership nella fase uno, nella fase due e in gran parte nella fase tre. Ma stiamo trattando con un uomo che ritengo sia il più rispettato».
Secondo l’agenzia di stampa Axios al momento tre Paesi – Turchia, Egitto e Pakistan – sarebbero impegnati a mediare tra Stati Uniti ed Iran, con incontri separati che avrebbero coinvolto l’inviato americano Witkoff ed il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi.
Sarebbe stato lo stesso Trump ad informare il governo israeliano sulle trattative in corso con gli iraniani per arrivare alla fine del conflitto. In attesa di vedere se effettivamente ci sia un canale diplomatico attivo, va segnalato che le dichiarazioni di Trump hanno portato ad un primo calo del prezzo del petrolio, anche se il barile resta ancora sopra quota 100 dollari.

Torna in alto