Destra in campo: alternativi a campo largo e centrodestra

NAPOLI – Se il centrodestra fatica a trovare la quadra e ad ufficializzare il proprio candidato alla presidenza della Regione Campania, la destra – senza centro e lontana dal conservatorismo che caratterizza oggi Fratelli d’Italia – non ha esitazioni o incertezze: a correre per occupare lo scranno più alto a Palazzo Santa Lucia sarà Raffaele Bruno, storico esponente della destra partenopea e segretario nazionale del Movimento Idea Sociale.
La decisione di presentare le liste in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali della Campania e designare alla presidenza il segretario Bruno è stata ratificata in occasione dell’ultima riunione della direzione nazionale del partito, svoltasi proprio nel capoluogo partenopeo, a Palazzo Maddaloni.
A spingere il Movimento Idea Sociale ad una corsa solitaria – fuori dalle due principali coalizioni in campo e, dunque, particolarmente difficile sotto il profilo elettorale – la posizioni di equidistanza critica tra centrodestra e centrosinistra. Entrambi gli schieramenti, infatti, vengono ritenuti responsabili delle criticità irrisolte presenti sui territori e, soprattutto, non sono considerati in grado di esprimere una proposta politico-programmatica realmente efficace per i cittadini campani.
«Per noi – ha dichiarato Raffaele Bruno – centrodestra e centrosinistra rappresentano il rovescio della stessa medaglia. Entrambi hanno malgovernato questa regione affossandola sempre di più e non risolvendone gli atavici problemi».
L’affondo più tagliente, però, è quello che il segretario nazionale del Movimendo Idea Sociale riserva alla coalizione di centrodestra, ovvero allo schieramento che almeno in via teorica dovrebbe essere più vicina – o almeno non così distante – dalle posizioni del suo partito.
«Agli amici di centrodestra – incalza Bruno – che stanno versando lacrime da coccodrillo, accusandomi di poter essere determinante per fargli perdere le elezioni in Campania e far vincere Fico, rispondo che loro non ci rappresentano e che spartiscono la torta con la sinistra ad ogni livello in un consociativismo politico vergognoso. Quindi per noi sono soltanto avversari politici come tutti gli altri».
Chiaro l’obiettivo elettorale del Mis per le prossime regionali: quota ventimila preferenze, come puntualizza lo stesso Bruno. Un pacchetto di voti che, in caso di sostanziale parità tra le due coalizioni maggiori, potrebbe effettivamente rivelarsi determinante, soprattutto se questi consensi dovessero concentrarsi in una specifica circoscrizione.

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