Pari e patta. Al Partenio-Lombardi regna la prudenza. La paura di perdere dell’Avellino, la maturità della Juve Stabia. Il derby campano partorisce il classico zero a zero di metà stagione che va bene ad entrambe. Perché l’equilibrio regna per 90′, con le due squadre che si dividono parentesi di gara e posta in palio. Un pareggio che fa bene alla Juve Stabia che, nonostante l’emergenza, esce indenne e stoppa l’emorragia di sconfitte che aveva rallentato la corsa verso i playoff. Invece la cura Ballardini partorisce il secondo pari in altrettante sfide, con la classifica però che si assottiglia. Il vantaggio resta di quattro punti sulla zona playout, cinque sulla retrocessione diretta. Servirà cambiare passo.
L’Avellino si affida a Biasci e Insigne in attacco, mossa a sorpresa per colpire una Juve Stabia in emergenza. Fuori Confente, Bellich e Varnier, con Diakitè in campo nel terzetto difensivo. Gabriellioni invece stringe i denti e spinge sull’acceleratore con le vespe che approcciano meglio al derby. Dalle Mura di testa chiama Daffara al super intervento (5′).
Gli ospiti spingono e con Burnete provano a mettere in difficoltà un Avellino che fatica ad entrare in partita. I lupi però si scuotono e iniziano a spingere anche grazie all’apporto di un volitivo Insigne. Proprio dal trequartista parte l’azione che Sala concretizza servendo Biasci ma la deviazione dell’attaccante sfiora il gol (38′). Questa è l’occasione che accende i lupi: Biasci si divora il gol mangiandosi la chance con un pallonetto che Bier blocca (42′). Infine Insigne che chiama al super intervento Daffara (43′). Dopo un lungo check al Var per un contatto Enrici-Diakitè si chiude il primo tempo.La ripresa si apre con il guizzo della Juve Stabia che con Cacciamani prova a mettere i brividi alla difesa irpina. Rispetto al finale di parziale, l’Avellino abbassa i ritmi e soffre l’attenzione tattica della Juve Stabia che gestisce il match anche quando i toni in campo si alzano con non poco nervosismo.
Ballardini prova a cambiare l’inerzia del match ed inserisce Patierno e Russo al posto di Biasci e Insigne. Una doppia mossa però che non sortisce gli effetti sperati, perché la maturità della Juve Stabia viene fuori e permette di controllare senza affanni. Ballardini perde Palmiero per infortunio, Abate spinge inserendo Okoro al posto di Gabriellioni.
Finale di gara senza sussulti, con l’Avellino che spinge ma sbatte sul miracolo Diakitè che ferma gli irpini (93′).

