De Magistris: «Fico? Timoniere senza timone»

Già magistrato, parlamentare europeo, sindaco di Napoli. Oggi Luigi de Magistris ha cinquantotto anni e continua a nutrire la stessa passione (e attenzione) di sempre per la politica. Lo sguardo è rivolto a sinistra: «Un campo così slabbrato non lo avevo mai visto. Dovevano fare la rivoluzione e invece stanno facendo la peggiore restaurazione».
De Magistris, come giudica lo stato di salute del centrosinistra in vista della prossima competizione elettorale in Campania?
«Come concentrato di potere sono forti e in grado anche di vincere le elezioni regionali. Come alternativa politica, dignità, decenza, etica pubblica siamo al fondo della politica. Un campo slabbrato unito da interessi non pubblici, da poltrone, sedie, sofà, divani, amache, sgabelli, anche un trespolo. Ed il peggio lo dobbiamo ancora vedere». 
Lei ha definito “indegna” l’intesa di Fico con Mastella, Cesaro e De Luca. Viste le polemiche quotidiane tra governatore e candidato del centrosinistra, almeno su De Luca si deve ricredere?
«Con De Luca abbiamo un modo di governare, una visione della politica e dell’etica pubblica completamente diversi. Ho apprezzato però le sue posizioni su Palestina e Ucraina. Mi chiedo però che senso ha attaccare così duramente il partito in cui si milita e il candidato presidente della coalizione se poi si dividono alla fine poltrone e potere. Sarebbe stato interessante se non avesse sostenuto il campo slabbrato, ma lui di fatto cercherà di esserne, ed ha buone possibilità, il governatore ombra». 
Ha definito Fico “un timoniere senza timone”. Dove andrà a finire la nave del centrosinistra con lui?
«Una coalizione con un programma che non c’è e che quando ci sarà lo avremo solo sulla carta, perché con l’ammucchiata che hanno messo in campo possono solo gestire potere ed ordinaria amministrazione. Troppo divisi per migliorare la vita dei campani. Il timone sarà poi in mano a chi prende più voti nelle liste, con nostromi e mozzi che lavoreranno anche a far affondare la nave». 
Quali sono, secondo lei, le priorità per la Campania?
«Sanità pubblica al primo posto. Lavoro e giustizia economica, sociale ed ambientale. Trasporti e rifiuti. Beni comuni, a cominciare dall’acqua pubblica, cultura e sviluppo sostenibile. E ancora. Valorizzazione delle aree interne, utilizzo corretto e trasparente delle risorse pubbliche, turismo e visione internazionale. Questi sono solo alcuni punti. Se mi fossi candidato avrei costruito un programma fatto di concretezza e visione, da parte di chi ha governato e non si è limitato a fare solo post sui social poi anche traditi». 
C’è spazio per un ‘Terzo polo’ alle elezioni in Campania?
«Lo spazio è grande. Mi è stato anche chiesto, e sono stato tentato, di candidarmi e guidare un terzo polo. Un polo degli indignati. Ma io non campo di politica e non sono sempre disponibile. Sarei diventato consigliere regionale ma metto sempre avanti con passione l’obiettivo che reputo prevalente. Se nascerà un terzo polo sarà comunque una buona cosa. Per quanto mi riguarda, in politica ho due obiettivi prevalenti: liberare Napoli da un sindaco pericoloso per la città e dare il mio contributo a livello nazionale per attuare la Costituzione che deve essere il battito cardiaco della democrazia». 
Lei ha già annunciato che si candiderà tra un anno a Palazzo San Giacomo, affermando il suo principale sponsor è proprio l’attuale sindaco Manfredi. In che senso?
«Manfredi è antinapoletano. Disconnesso dal popolo e distante dalla gente. È il collante trasversale di poteri forti aprendo la strada a massicce opere di speculazione sul nostro territorio. Vive di rendita e si sta costruendo solo una carriera politica personale sulle spalle dei napoletani, foraggiando con moneta pubblica il cerchio magico che lo circonda. Sta per iniziare una grande e appassionata avventura politica: il popolo contro i poteri, un viaggio nel corpo e nell’anima di Napoli che porterà i napoletani a ritornare protagonisti del presente e del futuro. 
Napoli ospiterà la Coppa America di vela. Lei, da sindaco, aveva avuto un ruolo decisivo su questo fronte. Qual è la sua valutazione su quanto sta accadendo oggi?
«Ho portato grandi eventi nazionali ed internazionali mai tenuti a Napoli, dopo aver rimosso i rifiuti da strada che gli alleati politici di Manfredi ci avevano lasciato a terra. A cominciare dalla Coppa America, quando nessuno voleva venire a Napoli, che abbiano portato due volte nel 2012 e 2013 con l’impegno che sarebbero ritornati. Napoli deve quindi poter ospitare grandi eventi, ma questi non possono essere il pretesto, come oggi sta avvenendo per la coppa America, per consentire operazioni ambientali, paesaggistiche ed urbanistiche a danno del territorio, della città, dei napoletani e della salute e in violazione della Costituzione e delle leggi. Su Bagnoli del resto sussiste una questione morale gigantesca che non può che venire fuori presto, mi auguro prima che sia troppo tardi». 
In Campania sta per concludersi una stagione amministrativa oppure una stagione politica?
«In Campania assisteremo con molta probabilità alla vittoria alle regionali del centro-sinistra ma allo stesso tempo al “camposanto politico” del centro-sinistra. E da Napoli nuovamente partirà un progetto e un sogno che può essere un campo aperto utilissimo anche a livello nazionale per la politica dalle mani pulite, della competenza e dell’autonomia».

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