Entusiasmo, sviluppo, lavoro, riqualificazione urbana, sicurezza: sono questi i cinque punti caratterizzanti del programma elettorale di Vincenzo De Luca. È lo stesso ex governatore a sciorinarli in diretta televisiva nel corso del consueto appuntamento settimanale del venerdì.
Appuntamento caratterizzato da una impostazione decisamente differente rispetto a quella di solo qualche settimana fa: seppellità l’ascia di guerra con Fico e Manfredi – durerà? – De Luca sceglie un tono pacato ed autorevole per rilasciare a piccole dosi settimanali il proprio progetto per Salerno, la propria visione si potrebbe dire se il termine non fosse eccessivo.
Ecco, dunque, che il candidato De Luca – in corsa ormai da mesi, mentre gli altri schieramenti ancora dibattono su composizione e candidato sindaco – riannoda le fila del suo progetto per la città, progetto che altro non è se non la continuazione di quanto fatto in passato.
Riqualificazione urbana e sicurezza sono da sempre due cavalli di battaglia dell’ex governatore, in grado di strappare ad una destra cittadina a dir poco amorfa uno dei suoi principali temi politico/programmatici, ovvero il binomio “legge e ordine”. Binomio che De Luca declina in una lunga serie di problemi con cui i salernitani sono chiamati a fare i conti quotidianamente, dalla presenza asfissiante dei parcheggiatori a piccoli e grandi abusi di ogni sorta.
Una lista delle cose da fare accompagnato da una tirata d’orecchi – seppur indiretta – a chi ha governato in questi anni: «Abbiamo avuto in questi anni – dice – un po’ di sbracamento, purtroppo quando si perdono le buone abitudini è difficile farle riacquistare».
Nell’elenco degli interventi puntuali da realizzare «nei prossimi mesi» – quasi a sottolineare l’inevitabilità del ritorno a Palazzo di Città – De Luca indica anche un’azione testa a contrastare il proliferare, in particolare nel centro storico, di piccoli supermercati gestiti da stranieri: viene promessa una modifica dei regolamenti comunali per «tutelare i nostri artigiani e commercianti». Tema delicato, perché legato a quello degli affitti dei locali commerciali ed alla loro sostenibilità, dunque da maneggiare con cura perché se da un lato tocca un nervo scoperto dell’economia cittadina, dall’altra rischia di alimentare un’inutile caccia alle streghe.

