Tre messaggi, un solo obiettivo: dettare l’agenda. Sempre e comunque. Vincenzi De Luca torna in video, attacca forntalmente Manfredi, mette a nudo la sfida per succedergli al vertice di Palazzo Santa Lucia e apre uno spiraglio – non casuale – sul suo futuro ritorno alla guida ammninistrativa della città di Salerno. Il primo affondo, durante il tradizione appuntamento televisivo del venerdì, è immediato: «Nel corso di questa campagna elettorale mi capita di ascoltare delle stupidaggini vere e proprie». Poi va diritto al bersaglio: «Il sindaco di Napoli se ne va in giro per le aree interne da settimane interessandosi della Regione anziché pensare a fare il sindaco. Sembra una Madonna pellegrina». Eppure – affonda il colpo – «nella città partenopea faccio fatica a vedere una patglia di vigili urbani nelle strade più ingolfate. Nessuno». Il nodo, per De Luca, è politico ed economico insieme: «La Regione è stata derubata di un miliardo e duecento milioni di euro a favore di Bagnoli. Quando bisognava fare una battaglia comune per far arrivare i soldi a Bagnoli – i soldi del Ministero, non quelli sottratti alla Campania – tutti zitti». Il governatore insiste: «Ci vuole davvero la faccia di bronzo per andare in giro dopo aver derubato una Regione di un miliardo e duecento milioni, che tra l’altro saranno utilizzati in parte anche per l’America’s Cup. Altro che zone interne». E ancora: «Vedo notabili, vecchi notabili, che fanno finta di parlare di zone interne» tuona il presidente della Regione. «Quando bisognava combattere per sbloccare i fondi di coesione, sei miliardi di euro, tutti zitti. Tranne chi vi sta parlando, che ha organizzato una manifestazione a Roma con cinquemila persone e cinquecento sindaci per difendere l’accordo di coesione. Tutti latitanti. Una vergogna». De Luca si sofferma sulle elezioni regionali, ormai prossime al voto: «Io non ho mai visto una campagna più triste, più demotivata e demotivante di quella che stiamo vivendo in Campania». Da qui l’appello: «Mi auguro che i nostri concittadini vadano a votare… anche se con questi chiari di luna ho la sensazione che andrà a votare meno della metà dei nostri concittadini». Il governatore difende il bilancio dei suoi due mandati: «Dobbiamo fare di tutto per difendere tutto quello che abbiamo conquistato in dieci anni di un lavoro immenso che ha consentito alla Campania di raggiungere traguardi importanti, a cominciare dalla dignità riconquistata sul piano nazionale». La chiusura è personale, quasi un commiato. Ma non privo di sottotesti: «Non ho fatto clientele e non ho clienti alle mie spalle» rivendica e mette in chiaro De Luca. «Non ho cercato di opprimere o ricattare nessuno. Ho lavorato nella pubblica amministrazione e non mi sono lasciato alle spalle clienti ma uomini e donne libere, garantendo a tutti libertà e dignità». Poi l’appello alla lista “A testa alta”, rivolto anche «a chi non si rivede negli attuali schieramenti e quasi avrebbe voglia di votare per l’altra parte». Una lista «del fare» annota, «in linea con quanto realizzato in questi dieci anni». Infine Salerno, la sua città. E’ l’ultimo passaggio del suo intervento televisivo. Ed è quello che rafforza rumors e tratteggia scenari possibili e prossimi: «Credo che sia arrivato il momento di riprendere in mano la città e avviare programmi di riqualificazione urbana e pulitura della città». De Luca cita i cantieri fermi, quelli pronti a partire – incluso il nuovo stadio – e lascia intendere che la partita del capoluogo, per Palazzo Guerra, potrebbe presto riaprirsi. Naturalmente con lui in campo come capitano.

