De Luca manda in vacanza Fico: «Progetti già pronti per tre anni»

Vincenzo De Luca manda in vacanza il presidente della Campania Roberto Fico e la sua futura squadra di governo. Fino al duemilaventotto. «Se la nuova giunta regionale si limitasse soltanto a concretizzare le cose già decise, finanziate e in alcuni casi anche appaltate non avrebbe nulla da fare per i prossimi tre anni». L’ex governatore utilizza la consueta diretta social del venerdì per piazzare un cartello politico davanti a Palazzo Santa Lucia: progetti (abbondantemente) in corso. E soprattutto per smontare la narrazione del rinnovamento che accompagna l’avvio della consiliatura a trazione pentastellata, nel solco del mandato nazionale del centrosinistra e con la regia, più o meno silente ma costante, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il punto politico è semplice. E De Luca lo ribadisce nel suo linguaggio: senza troppe cautele, ironicamente tagliente, figurativamente incisivo. In sintesi, dal deluchiano catodico: se il nuovo governo regionale si limitasse a dare attuazione a quanto già programmato, deciso e coperto economicamente dalla precedente amministrazione, avrebbe davanti a sé un lavoro così ampiamente garantito da poter procedere in modalità di crociera istituzionale. Ma questo – avverte – «a patto di non distrarsi». E di riconoscerne la paternità. In questo senso l’ex presidente della Campania parla di «operazione di trasparenza». Insomma non una rivendicazione personale ma politica. Anche perché, sottolinea, «quando ci siamo insediati noi, dieci anni fa, questa fortuna non l’abbiamo avuta in eredità dall’allora centrodestra di Stefano Caldoro». A sostegno della sua tesi De Luca richiama tre episodi «importanti e positivi» maturati nelle ultime settimane ma frutto della programmazione precedente. Il primo è l’approvazione, da parte dell’Unione europea, della modifica del Programma Fesr: «È una proposta avanzata tre mesi fa a Bruxelles dalla Regione Campania che consente oggi di riprogrammare oltre 400 milioni di euro». Nel dettaglio, come ricorda De Luca, 263 milioni destinati ai sistemi idrici, 105 ad alloggi sociali e residenze universitarie, circa 50 all’energia tra risparmio energetico e mobilità sostenibile con l’acquisto, ad esempio, di bus elettrici. Il secondo passaggio riguarda il potenziamento ad Avellino del servizio dell’Asl rivolto all’autismo. Qui la rivendicazione di paternità suona come una tirata d’orecchie al nuovo governatore che proprio nei giorni scorsi, nella sua prima uscita ufficiale, era stato in Irpinia senza alcun riferimento al lavoro della giunta precedente. Il terzo episodio è l’inaugurazione della nuova stazione Eav di Castellammare di Stabia: un investimento da ven tuno milioni di euro inserito nel più ampio progetto di raddoppio della tratta Castellammare–Torre Annunziata per un valore complessivo di 350 milioni. «Ricordo queste tre cose» annota De Luca «perché provengono dal lavoro della giunta regionale precedente ed è importante che si concretizzino». E aggiunge: «Se i progetti già decisi e finanziati saranno portati a compimento, il merito sarà anche della nuova giunta regionale». Una carezza in un pugno. Perché il rinnovamento campano, almeno nei fatti e nei numeri, dovrà fare i conti con un’agenda già scritta. E con un ex governatore che non ha alcuna intenzione di togliere da quelle pagine la sua firma.

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