Prima Napoli. Poi l’ambiente. Infine Salerno. Vincenzo De Luca utilizza il suo consueto monologo social del venerdì per lanciare tre stoccate politiche. A finire per primo nel mirino è il sindaco Gaetano Manfredi: «A Napoli vedo un clima da P2, da massoneria deviata. Una difficoltà a parlare un linguaggio di verità, a far emergere sugli organi di informazione le cose vere. Tutto è occultato, ovattato in una palude trasversale». Il giudizio è netto. Durissimo. «L’unica cosa che non esiste a Napoli è un Comune a cui interessa la città» aggiunge l’ex governatore della Campania. « Non so quante volte si sia riunito il consiglio comunale e quante volte sia stato presente il sindaco Manfredi. So solo che a Napoli non si trovano due vigili. Mi sono stancato di ascoltare cialtroni che fanno solo pubbliche relazioni per sé stessi, per la propria carriera, anziché fare gli amministratori». Al centro della sua intemerata anche alcuni dossier simbolici: dal Teatro San Carlo, dove Manfredi «non ha mai espresso una linea culturale alternativa», per passare poi al Cardarelli e soprattutto a Bagnoli. Ed è qui che De Luca invoca una «operazione verità» accusando Partito democratico, sinistra, Verdi e Cinque Stelle di non chiedere alcun dibattito pubblico: «Datevi una mossa in una Napoli narcotizzata». Più breve, ma altrettanto rivendicativo, il passaggio sull’ambiente. De Luca rivendica i risultati raggiunti sul fronte rifiuti, a partire dalla drastica riduzione delle sanzioni europee: «Un risultato che non vorrei fosse celebrato da chi non lo ha raggiunto. E’ merito della Regione Campania, del mio governo». Poi Salerno. La città che ha guidato per quattro volte come sindaco e che potrebbe vederlo di nuovo in campo dopo le dimissioni del sindaco Napoli. De Luca, in realtà, evita accuratamente ogni riferimento all’uscita di scena volontaria del primo cittadino. E naturalmente al suo ritorno in prima linea per Palazzo Guerra. Ma, dalla sua tribuna social, parla come se la partita elettorale fosse ufficialmente aperta e il ruolo ampiamente definito. «La ricreazione sta finendo, anzi è finita» dice De Luca rilanciando uno dei suoi slogan più noti. Sul tappeto la sicurezza urbana e l’ambiente. L’ex presidente della Regione parla di “maranza” e di alcuni extracomunitari che, a suo dire, bivaccano sul lungomare creando problemi di ordine pubblico. Temi e parole che fissano una linea chiara. Senza sconti: «Parlo di repressione, con squadre di quattro o cinque agenti specializzati, anche prevedendo un incentivo economico». L’attenzione, insomma, deve essere massima: «Ho visto bande di persone ubriache, che spacciavano. Una situazione che incute paura. Serve un intervento deciso». Nel mirino anche la movida. De Luca parla di giovani armati di coltelli, di episodi di violenza. E chiede sanzioni non solo per le famiglie ma anche per i diretti responsabili, fino all’ipotesi del carcere in caso di recidiva. «Occorre garantire una presenza notturna fissa delle forze dell’ordine nei luoghi della movida». Non manca il capitolo del decoro urbano. L’ex governatore racconta di aver notato «una specie di blocco frigorifero abbandonato sul marciapiede. Lo aveva lasciato lì un farabutto che gestiva un piccolo negozio di bibite». Un episodio che, assicura, non resterà impunito: «Stiamo verificando attraverso le telecamere per individuarlo e sanzionarlo». Insomma: lo sceriffo è (già)tornato.

