De Bruyne scuote il Napoli: Allegri punta a trattenerlo

Prima l’incontro, poi la decisione sul futuro. Kevin De Bruyne scuote il Napoli. Il belga pensa al Mondiale ma la testa è già rivolta all’estate, all’anno di contratto che lega la stella fiamminga al club azzurro. La volontà è quella di parlare con il ds Manna, che ne volle fortemente l’acquisto un anno fa, e poi anche con il futuro allenatore Massimiliano Allegri. Ruoterà tutto intorno anche all’idea di gioco, alla volontà di dare il massimo in un sistema più offensivo. In tal senso, le parole arrivate dal Belgio di De Bruyne sono le fondamenta del nuovo impianto azzurro.
«Penso di aver giocato abbastanza bene all’inizio, anche al mio rientro ho mantenuto un buon livello. È stato difficile per me, ovviamente, perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, non bisogna girarci intorno. Non sono mai riuscito a giocare nel mio ruolo abituale. È andata così. Ho sempre dato il massimo. Ho giocato parecchio, anche dopo l’infortunio, quindi per me va tutto bene. Contento che Conte lasci il Napoli? Per quanto mi riguarda sì, non era necessario che restasse. Io rimarrò? Credo sia importante parlare dello stile di gioco. Quest’anno ho notato che lo stile di gioco è molto importante per me, bisogna esprimere un calcio che sia anche divertente, e purtroppo questo aspetto mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un confronto. Anche l’anno scorso si è parlato di certe cose. ‘Giocheremo in un certo modo e faremo questo e quello’, ma non se n’è fatto nulla, ed è un peccato, ovviamente».Stoccate che non sono andate giù a Conte.
A difendere il tecnico salentino il vice Stellini: «Forse ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni con un passato importante e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato di una stagione – le parole al Corriere dello Sport -. Se devono arrivare giocatori di questa esperienza, che almeno servano ai giovani come esempio di entusiasmo e gioia di vivere una piazza come Napoli. Lui non mi ha trasmesso né gioia né entusiasmo, gli auguro in futuro di vivere esperienze più simili a ciò che vuole lui magari già in Nazionale con Garcia».
La risposta si fa piccante quando Stellini tira fuori il paragone con Modric: «Mi ha colpito molto nella passata stagione di come si è inserito al Milan, guidando i compagni con leadership ed entusiasmo pur giocando in una squadra che ha espresso un calcio molto pragmatico, ottenendo buonissimi risultati e senza mai dare giudizi su dirigenza ed allenatore.
Essere professionisti significa anche essere in grado di capire cosa serve che tu faccia per rendere l’ambiente in cui lavori il migliore possibile dando l’esempio».

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