Dalla Striscia di Gaza al mondo: il piano Trump per superare l’Onu

Una possibile alternativa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, all’interno di una struttura politico-diplomatica a guida statunitense. Con la partecipazione della Federazione Russa.
Il ”Consiglio di Pace”, l’organismo internazionale che dovrebbe sovrintendere all’applicazione del piano di pace ed alla ricostruzione della Striscia di Gaza, sembra assumere di giorno in giorno un profilo più ampio ed ambizioso. Lo confermano almeno un paio di elementi: da un lato la mancanza di un esplicito riferimento a Gaza nella bozza di statuto e dall’altro la previsione di membri permanenti. Status, quest’ultimo, ottenibile con il pagamento di un miliardo di dollari entro il primo anno di funzionamento dell’organismo.
Questi alcuni punti salienti della bozza di statuto dell’organismo, secondo quanto riportato in anteprima dal quotidiano New York Times. Stando a quanto emerge dalle anticipazioni, finalità del nuovo organismo sarà quella di «promuovere la stabilità», «ripristinare una governance legittima» e «garantire una pace duratura» nelle regioni dilaniate da conflitti o semplicemente esposte al pericolo di una guerra. Obiettivi di ampio respiro, il cui raggiungimento però è affidato al lavoro diplomatico di un nucleo ristetto di Paesi, tra questi Italia, Argentina, Canada, Egitto, Turchia e Giordania. Si tratta, come è evidente, o di nazioni guidate da governi ritenuti vicini da Trump o di Paesi con posizioni chiave in scacchieri strategici.
Non sorprende, in questo contesto, l’invito al presidente russo Putin. Invito confermato dal Cremlino: «Anche il presidente Putin – dice il portavoce Peskov – ha ricevuto un invito tramite canali diplomatici a far parte di questo Consiglio di pace. Al momento stiamo esaminando tutti i dettagli di questa proposta».

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