Dal Tango al Fado, la Salernitana cambia musica con Lescano e Djamanca

Dal tango al fado, è arrivata l’ora di cambiare definitivamente musica in casa Salernitana. Dall’argentino Lescano al portoghese Djamanca, al direttore d’orchestra Serse Cosmi il compito di cogliere i segnali per modificare lo spartito e trovare la melodia vincente. Inevitabile che il day after di Salernitana-Bari sia all’insegna delle celebrazioni per i due calciatori subentrati in grado di guidare la rimonta della Bersagliera con due acuti capaci di far vibrare l’Arechi come non succedeva da tempo. Inevitabile, inoltre, che la punta sudamericana e l’esterno originario della Guinea-Bissau siano ora i principali candidati a una maglia da titolare in vista della trasferta di Casarano. Dove, dopo tre vittorie consecutive, la formazione granata inseguirà ancora una volta la tanto agognata seconda vittoria consecutiva, sfumata a Barletta prima e a Crotone poi. In entrambe le circostanze Lescano e Djamanca sono entrati a gara in corso, come praticamente sempre successo nelle ultime settimane, tra alterne fortune. Al Puttilli il primo ha trovato un tocco sulla linea che per il club è gol tutto suo, ma che la Lega Pro ha assegnato a Celiento, mentre il secondo ha sciorinato forse la miglior prestazione tra strappi ed accelerazioni. Allo Scida hanno deluso entrambi, dando poco e niente a una squadra molle e sfilacciato in una ripresa da incubo. Ieri il possibile turning point per entrambi, e chissà un assist definitivo al loro impiego dal 1’, segnali che il tecnico granata non può più ignorare, anzi da accogliere con un sorriso. Facundo era arrivato alla sesta esclusione di fila dalla formazione titolare, nonostante, proprio come Djamanca, in settimana avesse flirtato con l’inserimento nell’undici base. E invece a entrambi è toccato partire dalla panchina, fremere durante il riscaldamento, aspettare una chiamata dallo staff per entrare nella contesa. Mosse indovinate, sì, ma anche forse la consapevolezza incassata di non poter rinunciare a due elementi del genere. A Lescano il gol su azione mancava dallo scorso 17 maggio, quasi cinque mesi fa il colpo di testa che aprì le danze con il Ravenna nei playoff, nel mezzo la rete dal dischetto con il Sorrento all’esordio in campionato e il tocco conteso da Celiento assegnato a lui probabilmente come carezza in un momento complicato dal punto di vista personale. Subito in palla, e protagonista con una girata di poco alta, al secondo tentativo l’ex Avellino si è fatto trovare pronto con un gol alla…Lescano. Utile per ritrovare il sorriso, oltre che il feeling con la porta, per respingere ogni voce su un rapporto conflittuale con Cosmi e per rilanciarsi verso una nuova centralità nell’attacco granata, e per trovare un primato personale. Con il suo 12esimo acuto è diventato l’argentino più prolifico di sempre con l’ippocampo sul petto, staccando Tiago Casasola a quota 11. Djamanca sognava invece il suo debutto da titolare, anche a causa dell’infortunio di Achik, il tecnico granata ha invece preferito cambiar modulo. Anche lui molto più pimpante rispetto a una settimana fa, dopo un paio di accelerazioni si è fatto apprezzare per uno stacco sontuoso che ha fatto venir giù l’Arechi. Già innamorato delle sue sgroppate, e pronto ad accogliere il suo ritorno dopo il provino non andato a buon fine nel 2019 sotto la gestione Ventura come un segno del destino, come ammesso dallo stesso esterno portoghese. Dal tango al fado, in casa Salernitana sembra davvero arrivata l’ora di cambiare definitivamente musica.

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