Dal “salvataggio” della Sampdoria al disastro in Bosnia: finisce l’era Gravina

Il momento della verità è arrivato. Nel primo pomeriggio di ieri Gabriele Gravina ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da presidente della Figc. Un atto dovuto dopo il disastro di Zenica, costato il terzo Mondiale di fila all’Italia. L’ormai ex numero uno del calcio italiano l’ha fatto al cospetto di tutte le componenti del pallone del nostro Paese (Serie A, Serie B, C, Dilettanti, Associazione allenatori e Associazione calciatori) nel corso della riunione svoltasi ieri nella sede della Figc di Roma.
Una notizia che ha sicuramente riscontrato il plauso di tutto il mondo del calcio italiano, considerati i disastri della gestione Gravina non solo dal punto di vista sportivo. In particolare, a Salerno, i tifosi granata non potranno mai cancellare l’abuso di potere, l’arroganza e il mancato rispetto di ogni regola nell’annullare – lo scorso torneo di B – la gara di playout tra Salernitana e Frosinone, maturata e decisa dai risultati sul campo, al fine di consentire alla Sampdoria, retrocessa sul campo, di beneficiare di un’ultima chance – poi trasformatasi in realtà – per salvare una stagione sciagurata proprio a scapito della Salernitana, vittima sacrificale di un sistema calcio malato e dopato.
Contestualmente alle dimissioni, Gravina ha indetto delle elezioni per il prossimo 22 giungo in cui verrà eletto il prossimo presidente Federale. I favoriti per la successione sono Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Matteo Marani anche se per la nomina ufficiale bisognerà attendere circa un mese e mezzo. In ogni caso fino alla nomina del suo successore Gravina rimarrà in carica.
Renzo Ulivieri, numero uno dell’assoallenatori ha così commentato la riunione di oggi nella quale Gabriele Gravina ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Figc: “Riunione molto triste, perché eravamo molto legati a Gravina. Il calcio è in difficoltà non da ora, ma dal 2006, vedremo ora che accadrà. Cosa bisogna fare? Va chiesto a chi si candida e noi capiremo dal programma chi scegliere”.
“Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche”: così il presidente dell’Aic, Umberto Calcagno, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. “La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo – ha aggiunto -. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero”.
Calcagno ha poi precisato che non si è parlato del futuro di Gattuso come ct o del successore di Gravina: “La delusione deve essere trasformata in positività. Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare. Oggi sono importanti i programmi e metterci d’accordo. Poi scegliamo la persona”.

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