Continua la mobilitazione per impedire il transito nei porti italiani di navi con carichi di munizioni dirette ad Israele. Come anche gli scioperi contro la guerra. Questa sera, a partire dalle 21, è previsto uno sciopero del trasporto ferroviario, della durata di 24 ore, proclamato da Si Cobas per protestare contro la guerra in Palestina. Mobilitazioni e blocchi già scattati nella seconda serata di ieri in numerose città italiane, dopo che la marina israeliana ha bloccato le navi in rotta verso Gaza della Global Sumud Flottiglia. Forti disagi a Napoli dove i manifestanti hanno bloccato i treni per circa mezz’ora. E domani sciopero generale indetto dai sindacati autonomi e dalla Cgil, che ha anticipato la mobilitazione prevista per il prossimo 15 ottobre. L’Usb che ha addirittura pubblicato un vademecum “per uno sciopero ribelle” e fissato per oggi alle 17 un presidio davanti alla Prefettura in risposta all’attacco alla Global Sumud Flottiglia. Intanto, dai banchi del Parlamento il deputato salernitano di Alleanza Verdi Sinistra Franco Mari, presenta un’interrogazione ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, Matteo Piantedosi e Matteo Salvini per sapere «quali siano le informazioni in possesso sul transito di materiale bellico nei porti italiani, in particolare a Salerno»; se «risultino carichi o scarichi effettuati dalla nave Zim New Zealand e con quali autorizzazioni»; e se «il Governo non ritenga necessario adottare misure urgenti per impedire che i porti italiani diventino snodi per l’invio di armamenti verso scenari di guerra e violazioni dei diritti umani». Per il capogruppo di Avs nella commissione Lavoro della Camera «è inaccettabile che nel silenzio delle istituzioni si continuino a usare infrastrutture pubbliche e porti italiani per alimentare il massacro in Palestina. Serve trasparenza, controllo e il rispetto rigoroso della legge. I cittadini e i lavoratori portuali stanno facendo la loro parte. Ora tocca al Governo assumersi le proprie responsabilità». Nella richiesta parlamentare il deputato chiede lumi sul ruolo dei porti italiani: «quanto accaduto nei porti di Genova e Salerno in questi mesi, e nuovamente sabato 27 settembre, solleva interrogativi gravissimi e ineludibili: le navi cargo della compagnia israeliana Zim trasportano armi verso Israele in violazione della legge 185/90? E perché lo Stato italiano consente simili operazioni, nonostante l’evidente violazione del diritto internazionale e nazionale?». Il deputato riaccende i riflettori sulla Zim New Zealand, come anche sulla Contship Era in transito nei porti di Ravenan, Genova e Salerno. «Secondo fonti giornalistiche e accessi agli atti – prosegue Mari – la Zim New Zealand ha già trasportato materiale bellico senza autorizzazione dell’UAMA, come nel caso del 30 giugno scorso, quando dal porto di Ravenna partì un carico di munizioni diretto ad Haifa, proveniente dalla Repubblica Ceca. Un carico militare partito senza le necessarie autorizzazioni. Già il 5 aprile e il 26 maggio scorsi, un’altra nave della Zim, la Contship Era, aveva caricato a Fos-sur-Mer e fatto scalo a Salerno trasportando pallet, nastri per mitragliatrici e armi leggere destinate all’industria militare israeliana. Di fronte a questi dati, il silenzio delle autorità è insostenibile».

