Match-winner tra le polemiche. Esperienza, furbizia, mestiere. Ci ha messo tanti ingredienti Kevin De Bruyne nel togliere il pallone tra i piedi di Vasquez e poi fulminare il Genoa indirizzando il match a Marassi. Il Napoli si è aggrappato al suo numero undici che ha risposto presente.
Prima ha guidato l’assedio alla porta rossoblu, poi ha messo la firma sul primo gol stagionale degli azzurri.
Gol all’esordio come un anno fa, quando la punizione velenosa con il Sassuolo mise il punto esclamativo.
Anche allora fu 0-2, con il Napoli di Conte che iniziò col sorriso e con la classe di De Bruyne.
L’inizio di un matrimonio complicato, con l’infortunio a tenere il belga fuori dai giochi. Qualche stoccata a distanza, segnale di un rapporto incrinato. Poi la cura Allegri, uno che con i top ci sa fare.
Il toscano ha confermato il belga, gli ha sottolineato la sua centralità nel progetto Napoli sia privatamente che pubblicamente.
Il numero undici ha risposto con una doppietta con l’Aris Salonicco e con il gol di Genova.
L’ex Manchester City si è rivelato essere un’arma a partita in corso formidabile, soprattutto nelle mani di un allenatore esperto e navigato nei cambi come Allegri.
E quando sarà chiamato a giocare dal 1′, De Bruyne può sicuramente riscattare una prima annata in azzurro tra alti e bassi (dovuti anche agli infortuni). Non succederà col Como, con Allegri che dovrebbe ripartire da una mediana più muscolare composta da Lobotka, Anguissa e McTominay per poi affidarsi alla classe del belga. Ad imbeccare l’ex City in occasione del gol Antonio Vergara, altra mossa vincente dalla panchina. L’inizio tra i fischi del Marassi che non gli ha perdonato l’episodio da rigore dello scorso campionato, poi la qualità che si è alzata. Infine anche il gol dello 0-2. L’inizio migliore per quella che deve essere la stagione della consacrazione. Si giocherà il posto con Politano ma dalla sua ha il tempo e la voglia di spaccare il mondo. In estate ha rinnovato il contratto col club azzurro: legame fino al 2031, estendibile fino al 2034. La scadenza, tra otto anni, arriverà quando Vergara ne avrà 31 di anni e si potrebbe seriamente parlare di bandiera. Intanto si gode il presente, il sogno di un’annata da protagonista e quell’azzurro nazionale sfiorato soltanto a marzo.

