Da Mandorlini a Fischnaller: tutto il Ravenna ai raggi X

È una delle uniche due neopromosse arrivate fino al secondo turno della Fase Nazionale dei playoff insieme al Casarano. Ma, a questo punto della stagione, il Ravenna vuole continuare a sognare, forte di un entusiasmo ritrovato dopo il ritorno tra i professionisti e un finale di stagione in crescendo. Il prossimo avversario della Salernitana, reduce dal doppio pareggio con il Cittadella all’esordio in post-season, mette nel mirino l’approdo alle Final Four. In panchina uno dei nemici sportivamente più odiato dal popolo granata, quell’Andrea Mandorlini tecnico del Verona nella dolorosa finale playoff del giugno 2011. Tornerà all’Arechi proprio a 15 anni di distanza da quella vittoria tra le lacrime, che decretava il ritorno in B degli scaligeri e il futuro fallimento del club allora presieduto da Antonio Lombardi. Successe di tutto a margine di quella doppia finale, tra provocazioni, sfottò molto al limite del politically correct, esultanze sfrenate e infinite polemiche. Guai però a concentrarsi solo sul desiderio di vendetta nei confronti del trainer, ravennate doc, che è ripartito da casa sua. E ha ereditato una squadra, dopo l’esonero di Marco Marchionni, in crisi di risultati ma già certa di poter recitare un ruolo da protagonista nel girone B. Il tecnico del ritorno in C stava conducendo i suoi a una salvezza più che tranquilla, anzi con speranze di playoff, la società (che vede nel ruolo di vicepresidente Ariedo Braida), aveva fiutato un potenziale ancora inespresso, a fronte di una rosa di tutto rispetto. Stefano Okaka, Nicolas Viola, Giulio Donati, solo per dirne alcuni, a loro si è aggiunto poi a gennaio Manuel Fischnaller, attaccante da 20 gol in stagione arrivato dal Trapani. Per lui 8 reti in stagione regolare (al pari del talentuoso centrocampista Joshua Tenkorang), a segno anche nelle due sfide playoff con il Cittadella, e un rendimento quasi in fotocopia con Facundo Lescano. Dopo un periodo di crisi il cambio in panchina ma non di sistema di gioco (entrambi i tecnici puntano tutto o quasi sul 3-5-2), a Mandorlini il merito di aver rialzato i romagnoli, con 24 punti conquistati in 11 partite di campionato, chiuso con 5 vittorie consecutive e senza prender nemmeno un gol. Poi le due rimonte con il Cittadella, per un doppio pari dal sapore dolcissimo grazie anche allo status di testa di serie, conservato pure in vista del doppio confronto con la Salernitana in quanto miglior terza classificata. Guai quindi a farsi “consumare” dal desiderio di una vendetta sportiva nei confronti di Mandorlini, energie nervose e mentali dovranno essere indirizzate solo all’obiettivo principale, quello di non sottovalutare una formazione ostica e ben strutturata. Solo dopo, nel caso, sarà il tempo di godersi una rivincita attesa 15 anni. Prima però il focus dovrà essere puntato solo sul Ravenna, secondo scoglio nella “mattanza” dei playoff per la serie B.

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