“Ok. Respira”. Ché se l’imperativo che dà il titolo al celebre album di Elodie è un invito ad allentare la pressione e ritrovare la leggerezza di esprimersi a pieni polmoni, chissà che Serse Cosmi, da sempre attento alla musica da condividere con i propri calciatori, non possa concedersi una deroga sui suoi gusti. Il tecnico della Salernitana ha provato a scuotere i suoi, usando bastone (pubblicamente) e carota. Nel chiuso dello spogliatoio inevitabile, prima della ripresa dei lavori, ribadire la fiducia in un gruppo che fino ad ora non ha lasciato nulla d’intentato nel cammino verso la serie B. Che ora si complica, com’era anche logico che sia andando avanti verso un nuovo step, contro un avversario tosto, fresco, qualitativamente apprezzabile. Eppure è vero che se l’Union Brescia di Corini ha impressionato i 27mila dell’Arechi, è altrettanto vero che la Salernitana può far molto meglio di quanto fatto vedere nel primo round di semifinale playoff, per stessa ammissione di Cosmi. Semifinali semplici, nel calcio, e nello sport a ogni livello, non se ne vedono tante, serve ora tirare una riga dopo aver analizzato ciò che non ha funzionato e ripartire da un 1-1 che tutto può sembrare tranne che condanna già pronta a passare in giudicato.
Ci sono altri 90′, o (120′) da provarsi a giocare al massimo, con la consapevolezza che il doppio pareggio non premia la miglior classificata, in questo caso i lombardi che hanno chiuso il campionato al secondo posto. Certo nelle analisi e nelle valutazioni necessarie andrà tenuto conto di due fattori specialmente, quello tattico e quello della condizione psicofisica. Su entrambi il Brescia è parso superiore, pur rischiando di perdere di fronte a una Salernitana comunque generosa e combattiva. Certo il 3-4-1-2 non è girato come nelle precedenti occasioni, Ferraris è sembrato ingabbiato dalla trappola che Corini aveva preparato a ogni ricezione, e il duo in mediana ha sofferto l’inferiorità numerica in mezzo al campo, per stessa ammissione di de Boer. Qualche ripartenza poi non è stata gestita benissimo, così come i cambi non hanno inciso come sperato. Possibile una svolta tattica al Rigamonti, con il passaggio al 3-5-2, c’è da capire dopo le punzecchiature riservate a Capomaggio e Carriero a chi possa toccare il ruolo di mezz’ala aggiuntiva (Gyabuaa e Quirini sembrano indietro nelle gerarchie). Non è da escludere che anche una delle due torri argentine possa partire inizialmente in panchina, con Ferraris riportato nel ruolo di seconda punta. Una chance dal 1′ spera di averla anche Longobardi, entrato al posto di un Cabianca apparso svuotato di ogni energia. L’ex Rimini non ha brillato quando chiamato a spingere, ma ha mostrato gamba, attenzione in fase difensiva, maggior freschezza. Non è da escludere che almeno inizialmente uno dei pupilli di Cosmi possa restar fuori dall’undici base, l’altra novità potrebbe essere rappresentata dall’inserimento di Berra per uno dei tre centrali. Insomma qualcosa cambierà, inevitabilmente, nelle poche ore a disposizione Cosmi e Scurti dovranno cercare di trovare la contromossa per fare scaccomatto a Corini, non prima d’aver provato a recuperare le energie psicofisiche per sognare una nuova impresa. La squadra si è ritrovata già ieri al Mary Rosy per una seduta di scarico per i calciatori impegnati domenica, partitine a tema per tutti gli altri. Oggi è già vigilia, rifinitura in mattinata e poi partenza per il ritiro in Lombardia.

