«Una roba imbarazzante, questo non è calcio». Le parole di Giovanni Manna rimbombano nell’ambiente Napoli. L’urlo di disapprovazione al termine della sfida con l’Atalanta, con la rimonta che è costata punti d’oro, con tanto di aggancio della Roma al terzo posto e la possibilità per i bergamaschi di rientrare nella corsa Champions, lascia non poco rammarico. La delusione è fortissima e si respira ancora tra le stanze di Castelvolturno, nonostante di ore ne siano passate un bel po’ del triplice fischio finale di Chiffi. Il direttore sportivo azzurro ci ha messo la faccia manifestando tutta la sua disapprovazione. Conte, dopo un lungo tira e molla iniziato sin dallo scorso campionato, ha alzato bandiera bianca scegliendo per una volta il silenzio. Lo stesso lo fa anche Aurelio De Laurentiis, pronto però a muovere passi concreti.
Il Napoli si sente defraudato e ora fa anche l’elenco delle situazioni accettate tutt’altro che serenamente in stagione. Dal rigore non concesso nella sfida d’andata con il Milan per fallo di Tomori su McTominay, al 2026 da incubo. Gli episodi arbitrali con il Verona l’inizio di una lunga serie di episodi di difficile lettura, ancor di più di comprensione.
Il fallo di mano di Buongiorno sanzionato col rigore e il gol annullato da Hojlund sempre per presunto tocco di mano gli episodi lampanti, ai quali aggiungere il rigore non concesso sull’abbraccio Bremer-Hojlund con la Juventus, l’espulsione non comminata a Jacobo Ramon nella sfida di Coppa Italia con il Como, infine il presunto fallo da ultimo uomo di N’Dicka su Hojlund in Napoli-Roma. Un episodio simile nella forma ma non nell’intensità del contatto a quello che ha spinto Chiffi a sanzionare come falloso il contatto di Hojlund su Hien sul fondo dell’area bergamasca, prima del cross dello scandinavo e della stoccata di Gutierrez. A Napoli si lasciò correre, a Bergamo è arrivato un fischio che ha lasciato tutti straniti.
Una direzione di gara quella di Chiffi che non è andata giù nemmeno all’Aia, pronto a fermare per un turno l’arbitro, protagonista di una prova insufficiente. Il Napoli osserva.
Anche l’utilizzo del Var, sceso in campo per cancellare il rigore concesso agli azzurri nel primo tempo della sfida in Lombardia per poi rimanere silente in occasione del gol annullato, ha lasciato tanti dubbi.
Nessun retropensiero, soltanto le difficoltà oggettive di un sistema che sembra ormai non funzionare più. Segnali di nervosismo e una corsa Champions in salita: il Napoli prova ad archiviare e a ripartire.

