Conte si ‘Mourinhizza’: «Napoli, lo senti anche tu il rumore dei nemici?»

«In due anni ho portato a casa Scudetto e Supercoppa: questo non va dimenticato. Quindi adesso inizio a parlare sempre, ogni volta che farò una conferenza mi metto così e poi elenco le squadre che hanno fatto, come diceva un allenatore, zero titoli».
La mano destra indica il due, la sinistra lo zero. I successi ottenuti in azzurro in un anno e mezzo da una parte, il messaggio inviato ai rivali ma anche lo spettro da cancellare dall’altra. Antonio Conte prova ancora una volta l’ennesima capriola. La delusione per la sconfitta e per l’eliminazione con il Como dalla Coppa Italia Frecciarossa arrivata ai calci di rigore brucia. Il tecnico azzurro però ancora una volta sale sui pedali, cerca l’ennesimo scatto d’orgoglio di una squadra costretta a convivere con l’emergenza infortuni, tra le tante motivazioni di una stagione che ora rischia di essere quella dei rimpianti. La classifica in campionato sottolinea la distanza siderale dall’Inter capolista, la Champions League e la Coppa Italia sono già archiviate.
Resta la Supercoppa come trofeo in bacheca. Con la sensazione fortissima che non basterà per salvare la stagione. Lo sa bene anche lo stesso Conte che prova a spostare la luce dei riflettori, si ‘Mourinhizza’ e ribatte. I concetti sono quelli sui cui ormai da mesi il tecnico si sofferma: «Abbiamo l’elmetto ma siamo in pochi. Mi chiedono dello Scudetto ma qui bisogna capire che ogni settimana se ne recuperiamo uno, ne perdiamo subito un altro». I nei sono tanti. E anche febbraio, inizialmente visto come il mese dei rientri, fin qui ha restituito solo Rrahmani e Politano. Anguissa convive con i problemi alla schiena che proprio non vogliono sparire e rendono il rientro dell’africano un’incertezza. Lukaku si è macchiato dell’errore dagli undici metri ma non ha ancora uno smalto accettabile per essere un fattore. Gilmour è ancora fuori, De Bruyne, Neres e Di Lorenzo guardano con speranza ad aprile. Una corsa con il pilota automatico, costringendo i pochi superstiti ad andare oltre le proprie possibilità nel nome del sacrificio (McTominay ne è un esempio).
E dai nuovi l’apporto sperato ancora non è arrivato: Giovane fatica, su Alisson Santos il giudizio è rinviato. Il tempo degli esperimenti non c’è. Domenica al Maradona arriva la Roma e vincere sarebbe un messaggio importantissimo in chiave corsa Champions League. Testa sotto l’elmetto e scudo alto: il Napoli si aggrappa al condottiero Conte.

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