Consiglio regionale, Manfredi presidente. Ma la maggioranza si spacca

Massimiliano Manfredi è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Campania. L’elezione arriva al primo scrutinio con 41 voti favorevoli su 51. Come da previsione della vigilia. Ma il dato politico non è nel risultato finale. È nei numeri, che scricchiolano in parte. E che per intero non tornano, per il centrosinistra of course. Riepilogando. Sei schede bianche e due nulle, una delle quali con una preferenza scritta per Vincenzo De Luca, governatore uscente. Più due voti dispersi: uno a Lucia Fortini, ex assessore ed esponente di A Testa Alta, alla vigilia data addirittura come candidatura alternativa a Fico; l’altro a Luca Trapanese, consigliere del Movimento Cinque Stelle ed ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli. Numeri sufficienti ad alimentare il sospetto che, dietro l’elezione formalmente larga, qualcosa si sia mosso sotto traccia. Nella maggioranza. E così, a poche ore dall’avvio della nuova legislatura, si apre già, e nuovamente, il fronte più delicato: la tenuta del Campo largo a sostegno di Fico. Il centrodestra non ha dubbi nella lettura del dato e affonda il colpo: «La legislatura parte con franchi tiratori in maggioranza. Abbiamo scelto la via della responsabilità istituzionale votando convintamente Massimiliano Manfredi presidente del Consiglio regionale ma bisogna prendere atto che il centrosinistra ha problemi seri al suo interno» affermano il segretario regionale Fulvio Martusciello e il capogruppo Massimo Pelliccia. Intanto, nel suo primo intervento da presidente Massimiliano Manfredi ha provato a disinnescare il clima puntando  su un cambio di passo istituzionale: «Oggi si chiude una stagione di dieci anni con il governatore De Luca e inizia un nuovo percorso. L’autonomia del Consiglio ha un valore distinto da quello della Giunta. Quest’Aula deve essere un ponte». Un messaggio politico chiaro rivolto tanto alla maggioranza quanto all’opposizione in una fase in cui la definizione degli assetti di governo è ancora aperta. Non solo. Manfredi ha voluto segnare l’esordio con due richiami forti che hanno unito l’intera Assemblea: il ricordo di Anna Tagliaferri, vittima di femminicidio, e di Giacomo Burtone, morto sul lavoro. «Sono temi sui quali questa Regione ha saputo unirsi approvando provvedimenti all’unanimità o a larghissima maggioranza. E’ la strada maestra». Un modo per indicarla, appunto. Resta però il dato politico. Per Fratelli d’Italia l’elezione di Manfredi rappresenta «la prima sconfitta di De Luca e del deluchismo». Il capogruppo Gennaro Sangiuliano rilancia parlando di maggioranza «profondamente spaccata fino a pochi minuti prima del Consiglio», e di un «soccorso blu» arrivato dal centrodestra «per il valore delle istituzioni».  Parole che fotografano una partita appena iniziata ma (già) carica di tensioni. Troppe.

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