Prima la Champions, poi il Mondiale. Il Napoli è il presente, il nazionale il futuro. Poi un’estate per ragionare, scegliere insieme se condividere ancora le proprie strade oppure dirsi addio. Da gemelli del gol a rientri tanto attesi. Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne hanno condiviso i momenti migliori delle proprie carriere. Ora entrambi vanno a caccia di serenità dopo una prima parte di stagione stregata. Perché, da coppia che doveva trascinare gli azzurri in Italia e in Europa, l’ambiente partenopeo ha dovuto fare i conti prima con il grave infortunio del centravanti ad agosto e poi con la tegola legata con il centrocampista ad ottobre. Due stop pesantissimi, con tanto di operazioni chirurgiche. Un destino comune dopo un’estate passata a lavorare duramente sotto gli ordini di Conte, alimentando il sacro fuoco della connessione tecnica che è stata segreto delle generazione d’oro del Belgio.
A giugno era stato Lukaku a fungere da assist-man, spingendo per l’arrivo di De Bruyne in azzurro. Accordo fatto, il sogno di ripetersi ancora in serie A. Ed invece il brusco risveglio, con le due assenze che si sono rivelate pesantissime, all’interno di un’emergenza senza fine. Lukaku è rientrato nelle scorse settimane ma è lontano dalla forma migliore (ieri doppietta nel test con il Giugliano terminato 4-0). De Bruyne prenota invece una convocazione per la sfida con il Torino. Due rientri pesantissimi, con Conte che potrà allargare le opzioni. Tutto sotto lo sguardo di Rudi Garcia, ct del Belgio che ha lanciato messaggi chiarissimi, dicendosi pronto a convocare entrambi solo se al massimo della condizione. Poi ci si concentrerà sul futuro. Per Lukaku ci sono sirene arabe che lo accompagnano da mesi ma Big Rom vorrebbe chiudere la sua carriera all’Anderlecht. Per De Bruyne invece si fanno sempre più insistenti le tentazioni americane. Il Napoli non si opporrebbe ad una doppia cessione anche alla luce degli ingaggi pesantissimi.Lo sguardo ora è alla corsa Champions. «Dobbiamo cancellare Bergamo e andare oltre». Matteo Politano veste i panni di leader e alla radio ufficiale del club suona la carica: «Gli infortuni pesano, perché le assenze sono state tante e c’è molto dispiacere: non abbiamo mai usufruito della rosa al completo. Potevamo avere più punti e per questo c’è rammarico, ma penso che chi c’è stato abbia dato il massimo per tutto l’anno. Per questo siamo ancora lì a lottare per il posto in Champions: sarà difficile perché ci sono tante squadre forti, ma lo siamo anche noi. Daremo il massimo fino all’ultima giornata di campionato ma sono sicuro che centreremo il nostro obiettivo». Infine sul gol che manca da quasi un anno: «In questa stagione non sta andando come vorrei. Spero che arrivi presto, ci sto lavorando».

