Le elezioni regionali in Campania, che hanno sancito la vittoria di Roberto Fico su Edmondo Cirielli con un distacco di venticinque punti (60 a 25), portano in dote la consueta scia di conferme, esclusi eccellenti e volti nuovi. Così l’aula consiliare di Palazzo Santa Lucia che – gioco forza, dopo lo stop al terzo mandato del governatore De Luca e la scelta di rottura dei vertici nazionali di puntare sull’ex presidente della Camera, in questi dieci anni all’opposizione ruvida dell’amministrazione regionale di centrosinistra – assomiglia più a un remake che a un sequel. I conti interni tornano (per alcuni) e non tornano (per altri). Al solito.Il più votato in Campania è Giorgio Zinno del Partito Democratico, già sindaco di San Giorgio a Cremano, con 39.457 preferenze. Secondo posto per Salvatore Madonna (38890). Entrambi sarebbero stati supportati in campagna elettorale dal capogruppo uscente del Pd, Mario Casillo, che non si è ricandidato ma che i rumor danno come futuro vice presidente regionale. A Napoli, sempre tra i dem, Massimiliano Manfredi – consigliere uscente e fratello del sindaco Gaetano – raccoglie 30mila voti. A Salerno la partita interna la vince Corrado Matera, oltre 19mila voti. Secondo posto per l’uscente Franco Picarone, con 13.174 voti. Nel centrodestra fa rumore la mancata elezione di Severino Nappi, capogruppo uscente, fuori nonostante le 7.737 preferenze. Nella Lega non entra in Consiglio regionale Daniela Di Maggio, mamma di Giogiò Cutolo, giovane musicista ucciso per futili motivi e protagonista di numerose battaglie per la legalità dopo la morte del figlio. Al posto dell’uscente Aurelio Tommasetti, ex rettore, entra il provveditore agli Studi, Mimì Minella. In casa Fratelli d’Italia non ce la fa Marco Nonno, primo dei non eletti con 9.605 voti. Entra invece in Consiglio con quasi 10mila preferenze l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Nel partito della Meloni, in provincia di Salerno, resta fuori l’uscente Nunzio Carpentieri (12.707 voti) superato di mille voti dal fedelissimo di Cirielli, Giuseppe Fabbricatore. Buon risultato per l’imprenditore alberghiero Salvatore Gagliano (4.463 voti) e per l’ex sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica (4218). In Forza Italia si ferma Gianfranco Librandi, vicecoordinatore campano del partito. Male l’uscente Pasquale Di Fenza (1208 voti), al centro delle cronache social per un video con una popolare tiktoker. Entra invece in Consiglio regionale il salernitano Roberto Celano, coordinatore provinciale azzurro (8.650 voti). Sono out l’avvocato Lello Ciccone (7.817) e Rosaria Aliberti (7.317 voti) figlia del sindaco di Scafati. Ma in casa azzurra il vero re delle preferenze è Giovanni Zannini, ex deluchiano passato con Forza Italia prima del voto: per lui oltre 30mila voti nella circoscrizione di Caserta. Nel centrodestra, ad Avellino, il derby tra ex sindaci finisce a favore di Laura Nargi (5.545), candidata con Forza Italia, su Gianluca Festa (5.398) in campo con la civica Cirielli Presidente. Ma nessuno dei due entra in Consiglio regionale. Resta fuori da Palazzo Santa Lucia anche Valeria Ciarambino, che nel 2015 e nel 2020 fu candidata alla guida della Regione con il Movimento Cinque Stelle: 3.400 preferenze e solo sesta nella lista Avanti Campania. Niente da fare pure per l’uscente dei Cinque Stelle Michele Cammarano (4.176 voti).
In Casa Riformista esclusione eccellente per Armando Cesaro, figlio di Luigi, storico forzista, già eurodeputato, deputato e presidente della Provincia di Napoli. Eletto invece l’avvocato Ciro Buonajuto, sindaco uscente di Ercolano, con 19.230 preferenze. A Salerno la corsa di Tommaso Pellegrino si ferma a 15.610 voti: è il primo della lista ma non basta. Dietro di lui Gianfranco Valiante, molto distante, a 3.202 preferenze. La lista A Testa Alta, collegata a Vincenzo De Luca, corre forte (8,34 per cento) ma non abbastanza da portare a Palazzo Santa Lucia l’intero gruppo storico dell’ex governatore. Fuori Rossella Casillo, figlia dell’ex presidente del Consiglio regionale Tommaso: prima dei non eletti con 16.018 voti. Out anche Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra e consigliera uscente (14.323 preferenze): nel 2020 era stata la più votata della civica. Saltano i seggi pure per Carmine Mocerino (11.033) e Diego Venanzoni (10.977). A Salerno fa incetta di voti (20.877) l’uscente Luca Cascone, presidente della commissione Trasporti a Palazzo Santa Lucia. E’ lui il più votato in Campania della civica a Testa Alta e per lui, molto probabilmente, si aprono le porte di un futuro peso di ruolo nell’esecutivo di Palazzo Santa Lucia. Conferme per l’assessore alla Scuola Lucia Fortini (17.763 voti) e per Giovanni Porcelli (20mila). Alleanza Verdi e Sinistra cresce nei numeri, prende due consiglieri a Napoli ma sacrifica diversi profili di peso: Souzan Fatayer (5.094 voti), figura simbolo della comunità palestinese; Sergio D’Angelo (4mila), già assessore a Napoli; Roberta Gaeta (3.980), ex assessora e consigliera regionale; Marco Esposito (2.033), giornalista e già assessore. A Salerno la lista chiude la classifica della coalizione con il 4,33 per cento: non scatta il seggio per il sindacalista Antonio Tavella, il più votato (4.877). In Avanti Campania, nella circoscrizione di Napoli, primo della lista è Giovanni Mensorio (22mila voti), figlio di Carmine Mensorio, uno dei politici che negli anni Novanta si tolsero la vita dopo essere finiti nel vortice di Tangentopoli. Fa il pieno di voti anche l’uscente Andrea Volpe (17mila voti). Nel Sannio Noi di Centro, la lista di Clemente Mastella, è prima con il 17,68 per cento ed elegge il figlio del sindaco di Benvento. Infine due note di colore. Per Giuliano Granato, candidato governatore di Campania Popolare, l’elezione sfuma per pochi decimali: la lista si ferma al 2,03 per cento, appena sotto il quorum del 2,5. Per Maria Rosaria Boccia, candidata con la lista Bandecchi, l’ingresso in Consiglio regionale non ha invece mai preso quota. Per lei tanto rumore – e clamore – per nulla: nel suo bottino elettorale appena 89 preferenze.

