Unico esponente radicale in corsa per il consiglio alle prossime elezioni regionali, Donato Salzano è candidato nella lista “Roberto Fico Presidente” nella Circoscrizione di Salerno. Una candidatura che nasce da una richiesta nel più classico stile pannelliano: poter avere ospitalità per esercitare un diritto di tribuna su i temi.
Come nasce l’idea di chiedere un diritto di tribuna a Roberto Fico?
«Beh, nella tradizione anglosassone, prevalentemente bipartica, il diritto di tribuna si chiede al leader tendenzialmente più vicino alle proprie idee, non certo a chi marca una distanza siderale dalle tue opinioni, in particolare su i diritti umani e lo Stato di diritto. Io su questo ci metto la faccia e chiedo appunto per questo a tutti di votare convintamente Roberto Fico Presidente».
I due temi su cui si incentra la sua campagna in occasione delle elezioni regionali campane sono il fine vita ed il fine pena: vogliamo partire dal primo?
«Il diritto delle donne e degli uomini a poter scegliere il proprio fine vita non è più rinviabile. Chi impositore di coscienza deve fare soprattutto i conti con la propria, che vuole continuare ad imporre ad altri per una irragionevole durata la tortura di trattamenti inumani e degradanti contro la Costituzione e il sentenziato della Corte. Occorre subito una legge regionale come quelle già apprrovate prima in Toscana e poi in Sardegna proposte dall’associazione Luca Coscioni».
Che significato racchiude lo slogan “fine pena”?
«Da sempre prima con Marco Pannella e oggi ancora con Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti insieme a “Nessuno tocchi Caino” operiamo laicamente nelle carceri una delle sette opere di Misericordia corporale, che contempla appunto la visita ai carcerati. Noi che abbiamo ottenuto la moratoria sulla pena di morte, lottiamo per scongiurare la morte per pena, la pena fino alla morte nei sovraffollati istituti di pena.
Una legge regionale campana di riforma del Garante dei diritti dei detenuti, che sappia operare interventi più efficaci in materia di assistenza sanitaria e di transizione al lavoro, tale da garantire sia a detenuti che detenenti un fine pena più umano e soprattutto più conforme al dettato Costituzionale riabilitativo della pena».
Oltre al voto per le elezioni regionali, all’orizzonte si profila un referendum su un altro tema radicale: la riforma della giustizia. Il suo parere in una battuta.
«Questa giustizia può colpire anche te! I referendum Enzo Tortora, Marco Pannella e Leonardo Sciascia sono la cifra della mia storia di militante radicale pannelliano e nonviolento per una Giustizia Giusta!».

