Un giro in auto tra amici per concludere la serata. Poi un forte boato. Forse un fuoco d’artificio. No. Un colpo di pistola sparato da chissà dove e chissà da chi che ha trapassato il cranio di Marco Pio Salomone che avrebbe compiuto venti anni il prossimo luglio. Invece la sua vita è stata stroncata all’interno di una Fiat Panda che, all’una e trenta di venerdì notte, percorreva via Generale Francesco Pinto, nei pressi di piazza Carlo III.
Quando i suoi amici si sono accorti che il boato non era stato causato dall’esplosione di un fuoco d’artificio e che Marco si era accasciato in auto pieno di sangue, si sono precipitati al Cto dove il ragazzo è morto qualche ora dopo. Il proiettile lo aveva centrato in piena fronte ed era uscito dalla nuca.
I ragazzi che erano in auto con lui, ascoltati dalla Squadra mobile di Napoli che indaga sull’omicidio, hanno parlato di un proiettile vagante, ma gli inquirenti non escludono nessuna pista.
Le modalità dell’omicidio fanno pensare ad un vero e proprio agguato. Marco Pio aveva piccoli precendenti per droga, perciò l’indagine è diretta a ricostruire gli ultimi giorni di vita del ragazzo. Chi ha incontrato e se ha avuto problemi con qualcuno.
La polizia ha già sentito amici e familiari della giovane vittima per cercare di far luce sui rapporti di Marco Pio e se il ragazzo avesse subito minacce negli ultimi giorni.
Intanto la Panda è stata messa sotto sequestro e la Scientifica sta effettuando i rilievi necessari a scovare qualche indizio che possa portare gli investigatori sulla pista giusta e capire cosa ci sia realmente dietro l’omicidio del ventenne.

