Trasformare la rete civica che ha preso forma nei mesi scorsi in una forza strutturata, un vero e proprio partito, che possa “riequilibrare” al centro un campo largo che, a detta di molti, è oggi fortemente sbilanciato a sinistra. Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma.
All’appuntamento capitolino dello scorso 20 ottobre ha partecipato anche una folta delegazione campana, a fare il punto sul progetto è Vincenzo Inverso (nella foto), coordinatore salernitano di Progetto Civico Italia.
Chi sono i “civici” che si sono ritrovati a Roma lo scorso 20 ottobre?
«Uomini e donne del fare. Movimenti e associazioni del volontariato. Amministratori di ogni ordine e grado quotidianamente impegnati a servizio delle proprie comunità sui territori».
Civici sì, ma saldamente ancorati nel centrosinistra.
«Il valore e i valori, di chi anima questo progetto – ad ogni livello di partecipazione – sono chiari e ben circoscritti nel campo del centro sinistra. Naturalmente immaginiamo un Centro Sinistra riformista e progressista. Attuale. In linea con i tempi e i problemi che viviamo. Che rimetta al centro delle scelte le persone, i diritti, i territori. Il Paese reale dove si vive e sperimenta – ogni giorno sulla propria pelle – la dura quotidianità della sicurezza, della giustizia, dei servizi pubblici essenziali, dell’essere genitori, giovani, anziani, donne, uomini, immigrati, imprenditori, operai e cittadini con le stesse difficoltà e durezze che, uno Stato di diritto attento e presente deve garantire e tutelare – con le certezze – senza se e senza ma. Per il bene di tutti, per il bene comune.».
In molti negli anno passati hanno tentato di costruire un centro – o comunque una forza moderata – in grado di bilanciare le ali estreme, tra tutti si possono ricordare i tentativi di Renzi e Calenda. Questi tentativi sono sostanzialmente falliti, consegnando ai loro promotori partitini del 2/3%: cosa c’è di diverso questa volta?
«Purtroppo e lo dico da centrista con grande rammarico, quella di Renzi e Calenda è stata una fusione a freddo. Calata dall’alto, alla vigilia delle ultime elezioni politiche. Infatti è servita solo a produrre qualche seggio in Parlamento con buona pace di tutto il resto. Poi i due – centro a parte – hanno fatto il resto. Insomma, non me ne voglia nessuno, è iniziata male ed è finita peggio. Noi invece vogliamo far vivere e soprattutto crescere questa rete dal basso, radicarla sul territorio prima di tutto e tutti».
In Campania qual è stata la risposta a questa iniziativa?
«In Campania e in particolare in provincia di Salerno si registrano già molte adesioni. Uomini e donne veri, coinvolti, competenti e uniti. Fortemente motivati e consapevoli del fatto che i veri protagonisti questa volta sono loro. I territori. Noi tutti insieme, “primus Inter pares“ con Alessandro Onorato che, a partire da Roma Capitale ha incubato e fatto germogliare questo seme di nuova speranza politica nazionale interconnessa indissolubilmente al territorio».
Il movimento che ruolo giocherà in occasione delle prossime regionali?
«Premesso che, gli aderenti alla rete e soprattutto gli amministratori locali, nel rispetto del perimetro politico di appartenenza, sono liberi di fare le scelte che più ritengono utile per il bene comune dei propri territori. Progetto Civico Italia punta al 2027. Per quella data saremo sicuramente pronti a dire e fare la nostra parte elettorale. Certi di poter essere – non solo nell’urna – un forte valore aggiunto per tutta la coalizione. Sappiamo bene però sin da ora che, “solo i fatti sono la misura delle idee”. Per essere credibili.
Per recuperare la maggioranza degli Italiani che oggi si astengono, e soprattutto per cambiare davvero il nostro Paese Italia che amiamo».

