Cirielli: «Voto poco politico, prevalsa la continuità amministrativa»

Edmondo Cirielli arriva al microfono con il passo di chi sa che la notte è andata diversamente da come sperava. Il dato è chiaro, la distanza con Roberto Fico è ampia ma il candidato presidente del centrodestra non si sottrae all’analisi: «Avremmo voluto fare meglio, non c’è dubbio. Ma il risultato di Fratelli d’Italia è soddisfacente». Il viceministro degli Esteri mette in fila i numeri, quasi a voler restituire contesto alla sconfitta. «Secondo le proiezioni la coalizione passa dal diciotto per cento del 2020 al trentacinque per cento di oggi. E Fratelli d’Italia raddoppia i propri consensi. Va considerato che c’era anche la lista Cirielli presidente, che ho fatto io, ed è al sei per cento. Sommando, siamo in linea con le europee». Poi il ringraziamento a tutte le forze politiche che hanno sostenuto la sua candidatura alla vertice di Palazzo Santa Lucia: «La coalizione è stata molto coesa, gli alleati si sono comportati in maniera straordinaria. C’è stato uno spirito di squadra che da tempo non si vedeva. Raddoppiamo il numero dei consiglieri regionali della scorsa legislatura: è un dato politico importante». Cirielli prova a leggere la sconfitta con realismo: «In Campania è stata premiata la continuità. Non c’è stato un grande interesse per programmi e temi, hanno prevalso la forza amministrativa dei candidati e delle amministrazioni che li sostenevano. È mancato il voto politico». Il passaggio sulla città partenopea è uno dei più netti: «Se avessimo vinto le comunali avremmo vinto le elezioni. A Napoli abbiamo un distacco di venticinque punti». Uno sguardo già al futuro: «In vista delle prossime elezioni per Palazzo San Giacomoi» sottolinea Cirielli «lavoreremo tutti per costruire un’alternativa più credibile. Vedremo poi come i cittadini giudicheranno il sindaco al termine del mandato». Infine sulle sue sorti da viceministro, la risposta di Cirielli è netta: «Sono un soldato. Sono stato nominato dal Consiglio dei ministri e dal presidente del Consiglio. Saranno loro a valutare cosa è meglio fare».

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