Edmondo Cirielli arriva in un gremito Palapartenope, a Napoli, con un messaggio semplice: «Possiamo vincere». Non per inerzia né per dinamiche di schieramento. Ma perché «molte persone che in passato non ci hanno votato, o che non si collocano da nessuna parte, oggi vogliono dare un voto di cambiamento». Il candidato presidente del centrodestra parla a una platea che vuole sentirsi parte di una partita aperta. Rivendica l’unità della coalizione e spinge sul tasto della discontinuità. Prima di tutto con Vincenzo De Luca: «È il passato. Ha governato dieci anni, sarà giudicato dai posteri». Poi l’affondo sul suo vero avversario, Roberto Fico: «Guida un centrosinistra che tramite il Pd ha governato per tanti anni la Regione e porta sulle sue spalle le responsabilità dei disastri su sanità, lavoro, sicurezza, trasporti». Cirielli snocciola le priorità e parte dai temi sociali. Richiama «i giovani costretti a lasciare la Campania» e «i pensionati che vivono con assegni da fame». E annuncia una delle misure simbolo del suo programma: 100 euro al mese in più per chi percepisce la pensione minima, finanziati attraverso fondi sociali europei. È uno dei punti del «patto con i campani» che, promette, firmerà «davanti a migliaia di cittadini» come impegno solenne del suo eventuale mandato.

