NAPOLI- Edmondo Cirielli non ci sta. E risponde a muso duro. Dopo l’attacco di Roberto Fico sul caso Biondo, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania difende la linea della coalizione e rivendica il suo profilo istituzionale. «Non prendiamo lezioni di legalità, etica e credibilità da nessuno» afferma perentorio Cirielli. «La legalità e la trasparenza sono alla base del mio impegno, da servitore della Patria come ufficiale dei Carabinieri prima e da rappresentante delle istituzioni poi». L’affondo arriva diretto: «Forza Italia, autonomamente, ha deciso di non candidare la persona oggetto di un’indagine di cui non si conosce il perimetro perché vige il segreto istruttorio. Non ho quindi nulla da chiarire. Se poi Fico ne sa qualcosa più di noi…». Una frase tagliente che rovescia la polemica e riporta il confronto sul piano del garantismo: «Ero e resto garantista» sottolinea il candidato presidente del centrodestra «così come lo è tutta la nostra coalizione». Cirielli non si ferma alla difesa, anzi trasforma la replica in contrattacco politico: «E’ il candidato del sedicente campo progressista, piuttosto, ad aver cambiato idea su tutto: dal limite dei due mandati alla valutazione sul Pd. Predica etica e giustizialismo» attacca il viceministro «ma pratica poltronismo con tutti candidando nelle sue liste indagati e persone che in passato definiva colluse con ambienti di un certo tipo». Infine un richiamo identitario: «Fico faccia chiarezza una volta per tutte sulle sue idee, sempre se i suoi alleati glielo permettono. Noi» assicura Cirielli «andiamo avanti per la nostra strada, con la testa alta e la schiena dritta, senza scendere a compromessi con nessuno».

