NAPOLI - Un film dell’orrore. È l’immagine scelta da Edmondo Cirielli per descrivere lo stato di salute della sanità campana e, insieme, l’affondo politico più duro contro Vincenzo De Luca e il suo governo regionale. Il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, candidato del centrodestra alla presidenza di Palazzo Santa Lucia, va dritto al cuore – per lui sanguinante per lui – della questione: «I cittadini di questa regione sono costretti a combattere contro un sistema burocratico farraginoso che non tutela il diritto alla salute». Poi l’elenco delle criticità: «Abbiamo i pronto soccorso al collasso e il più alto tasso di mortalità durante il parto. La Campania paga oltre 210 milioni di euro per far curare i pazienti in altre regioni, pur avendo eccellenze sul territorio. Liste d’attesa lunghissime, agende elettroniche bloccate, poca trasparenza sui dati. E’ qui che dobbiamo voltare pagina». Cirielli allarga lo sguardo e tira le somme di dieci anni di amministrazione De Luca: «È l’emblema del fallimento di chi ci ha preceduto, costringendo pazienti gravi a mesi di attesa per salvare la propria vita». Ma il candidato di Fratelli d’Italia rivendica anche le potenzialità del sistema e delle professionalità del territorio: «In Campania abbiamo chirurghi e medici straordinari, eccellenze che spesso non vengono valorizzate». Da qui la promessa per i primi cento giorni di governo: «Designerò un garante regionale della sanità, eletto con maggioranza qualificata dal Consiglio, e una commissione di controllo per la trasparenza dei dati». Infine l’attacco più diretto alla politica gestionale: «È inaccettabile l’organizzazione dei pronto soccorso, con gravi carenze di organico. La politica deve uscire dagli ospedali e garantire a tutti i cittadini le migliori cure possibili».

