Ciccarelli: «Forza Italia cresca ancora. Donne, lavoro e maternità al centro della nuova fase».

Il congresso regionale di Forza Italia del 9 settembre sarà anche l’occasione per misurare il contributo delle diverse componenti del partito alla nuova fase politica. Tra queste c’è Azzurro Donna, che in Campania ha costruito negli anni una presenza diffusa nei territori. Carla Ciccarelli, responsabile regionale del movimento, guarda all’appuntamento congressuale come a un passaggio di consolidamento e di ulteriore crescita.
Che congresso si aspetta il 9 settembre?
«Mi aspetto un congresso partecipato, capace di mettere insieme il lavoro costruito in questi anni e le nuove energie che stanno entrando nel partito. Forza Italia in Campania ha dimostrato di saper crescere, di radicarsi e di parlare a mondi diversi. Il congresso deve servire a dare ancora più forza a questo percorso e a trasformare i risultati ottenuti in una nuova fase politica».
Qual è, secondo lei, il punto di forza del lavoro fatto finora?
«La capacità di tenere insieme organizzazione e apertura. Il partito non si è chiuso nelle proprie strutture, ma ha cercato il confronto con territori, amministratori, professioni, imprese e società civile. Fulvio Martusciello ha dato a questo percorso una direzione precisa e i risultati ottenuti dimostrano che quella scelta è stata compresa e premiata dagli elettori».
Il congresso deve quindi proseguire su quella linea?
«Quando un percorso produce crescita, radicamento e partecipazione è naturale consolidarlo e farlo evolvere. Questo non significa fermarsi, ma alzare l’asticella. Oggi Forza Italia può ambire a essere ancora più presente nei territori, ad attrarre nuove competenze e a rafforzare il rapporto con la società».
Azzurro Donna che contributo può portare?
«Azzurro Donna è parte integrante della vita del partito. Le donne di Forza Italia partecipano alle scelte, amministrano, organizzano e costruiscono proposte. Il nostro compito è allargare questa rete, coinvolgendo professioniste, imprenditrici, giovani e rappresentanti della società civile che vogliono mettere competenze ed esperienza al servizio della politica».
Quali proposte concrete porterete al congresso?
«Partirei da servizi che consentano alle donne di non dover scegliere tra lavoro e famiglia, sostegno all’imprenditoria femminile e formazione nei settori nei quali si creerà nuova occupazione. Ma credo che occorra affrontare anche il tema della denatalità con strumenti nuovi e senza pregiudizi».
A cosa pensa in particolare?
«Penso alla possibilità di promuovere una campagna istituzionale sulla preservazione della fertilità femminile e di aprire un confronto sul social freezing, cioè il congelamento degli ovociti anche per ragioni non strettamente mediche. Molte donne rinviano la maternità per motivi economici, lavorativi o sociali e quando decidono di avere un figlio possono incontrare maggiori difficoltà».
Propone quindi un intervento pubblico?
«Credo che si debba valutare la possibilità di sostenere questo percorso attraverso il Servizio sanitario, con criteri chiari, limiti di età e indicazioni definite da medici ed esperti. Consultori e centri pubblici per la procreazione medicalmente assistita potrebbero avere un ruolo importante nell’informazione e nell’accompagnamento delle donne. È un tema delicato, che richiede serietà e un confronto scientifico ed etico».
Come si lega questo alla battaglia contro la denatalità?
«Contrastare la denatalità non significa dire alle donne quando devono diventare madri. Significa creare le condizioni perché possano scegliere davvero. Servono lavoro, servizi, sostegno alle famiglie, ma anche strumenti che tengano conto di come sono cambiate la società e la vita delle donne. Investire sulla maternità significa investire sul futuro».
Che ruolo possono avere le giovani donne nella nuova fase di Forza Italia?
«Un ruolo centrale. Hanno competenze, una maggiore familiarità con innovazione e nuove tecnologie e spesso un modo diverso di leggere i problemi. Un partito moderno deve saperle intercettare e mettere nelle condizioni di incidere».
Che segnale dovrebbe uscire dal congresso del 9 settembre?
«Quello di un partito unito, aperto e consapevole della propria forza. Forza Italia in Campania ha dimostrato di poter crescere anche senza governare la Regione o i principali Comuni. Ora bisogna trasformare quei risultati in una nuova fase politica, valorizzando il lavoro svolto e aprendosi ancora di più alla società».
Con quale spirito arrivate al congresso?
«Con la convinzione che ci siano tutte le condizioni per fare un ulteriore passo avanti. Il lavoro fatto da Fulvio Martusciello ha rafforzato Forza Italia in Campania e ora il congresso deve servire a costruire il passo successivo, con una presenza ancora più forte sui territori».

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