Se fino a ieri il tutto era soltanto il sottile filo della polemica politica, stavolta ci sono numeri, fatti e documenti. I fondi per la ristrutturazione dello stadio Arechi di Salerno non ci sono mai stati, questa almeno è la conclusione della Commissione Bilancio ma soprattutto quella del neo governatore della Campania Roberto Fico. A sottolineare lo stallo in cui versa il progetto di restyling dell’impianto di via Allende a Salerno è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Celano, che a margine di un incontro politico per i referendum, ha così rimarcato: «I fondi Fesr per l’Arechi non ci sono mai stati, questo ormai è dato inconfutabile. Già in altri casi come a Venezia e Firenze l’Europa aveva bocciato la possibilità di usare tali risorse per la ristrutturazione degli impianti sportivi. Motivo
per cui adesso il governatore Fico sta ricominciando da capo l’iter per vedere dove trovare i fondi, forse probabilmente i lavori si faranno con i fondi di coesione. Ovviamente Fico sta facendo di tutto anche per evitare pesanti contenziosi, in quanto il suo predecessore senza avere i finanziamenti, ha proceduto alla stipula dei contratti ed anche a quel colpo di teatro poco prima delle elezioni regionali con la demolizione della scalinata di ingresso della curva Nord. Ripeto che ad oggi i fondi non ci sono ed il governatore Fico si è impegnato a recuperarli altrove».
Insomma a Salerno non si riesce proprio a stare tranquilli. Non solo gli sportivi sono in affanno per le sorti della Salernitana – in bilico tra la rincorsa ai playoff promozione e la cessione delle quote da Danilo Iervolino a Cristiano Rufini – ma anche per la questione degli impianti, primo fra tutti lo stadio Arechi, i cui lavori di ammodernamento sarebbero dovuti partire nel 2025, come annunciato nell’estate del 2023 dall’allora governatore Vincenzo De Luca. Ed invece ci ritroviamo con un impianto sempre più logoro e in condizioni precarie che ha davanti un sentiero assolutamente tortuoso prima di poter tornare a splendere e ad essere richiamato nuovamente “Arechi, il principe degli stadi”.

