Territorio

Fonderie Pisano, ora la bonifica del sito e tutela dei lavoratori

Bonificare il sito su cui sorgono le Fonderie Pisano e procedere in tempi rapidi alla ricollocazione dei lavoratori dello stabilimento di Fratte: sono queste le priorità indicate ora dall’associazione “Salute e Vita”, all’indomani del decreto della Regione Campania che, negando l’autorizzazione ambientale, dispone la cessazione delle attività produttive della fonderia.Richieste avanzate nel corso di una […]

Monaldi, cercasi dirigente Chirurgia Pediatrica

Sembra una corsa contro il tempo o un modo per non farsi trovare impreparati di fronte agli esiti dell’ispezione straordinaria disposta dalla Regione sull’attività di organizzazione e sull’operato del Monaldi e su tutta la documentazione preesistente al ricovero del piccolo Domenico Caliendo. Fatto sta che, lo scorso 3 marzo, la direzione generale dell’azienda dei Colli

Dmo “Destinazione Salerno”: piano strategico per il territorio

Dare vita ad un sistema turistico integrato, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, in grado di promuovere il territorio a livello nazionale ed internazionale: questa la grande scommessa della Dmo “Destinazione Salerno”. Ieri pomeriggio, presso la sede di Confindustria Salerno, la presentazione del comitato promotore. Un appuntamento che è stata occasione anche per presentare

Fonderie Pisano, scatta la chiusura

È stato notificato ieri mattina il decreto con cui la Regione ha disposto il rigetto del progetto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’adeguamento alle Bat presentato dalle Fonderie Pisano, decisione che porta inevitabilmente alla cessazione dell’attività produttiva presso lo stabilimento di Fratte. La società, ora, ha 60 giorni per presentare ricorso al Tar.In attesa

Doppi Incarichi e malumori così è fallito il centro trapianti Monaldi

Se il progetto del Centro Unico Trapianti finanziato con 3,4 milioni non è mai decollato, riducendosi attualmente ad un reparto del quarto piano ristrutturato ma non accora assegnato, resta da capire perché non è mai stato realizzato.Gli ispettori della Direzione generale Salute della Regione Campania, incaricati (insieme ad esperti esterni) di acquisire tutta la documentazione

Monaldi, che fine ha fatto il progetto del Centro unico trapianti?

Il Monaldi ha adottato tutte le misure necessarie per evitare la morte del piccolo Domenico Caliendo? L’organizzazione era adatta a scongiurare la disgrazia? E perché non è mai stato realizzato il Centro unico Trapianti? E’ questa la domanda principale su cui dovrà fare chiarezza l’ispezione straordinaria regionale avviata nell’ospedale collinare per acquisire tutta la documentazione

Epatite A, la crisi del comparto ittico e la lotta agli abusivi

Aumentano i casi di epatite A. Di poco, ma ogni giorno crescono. All’ospedale Cotugno ci sono 54 ricoverati. La Direzione generale Salute della Regione Campania rafforza i controlli e spinge per le vaccinazioni. Il comparto ittico scende in piazza e protesta per il duro calo delle vendite, mentre continuano i sequestri di pesce non tracciato

L’epatite A galoppa. Fico: “Vaccini gratis”

Cinquantuno ricoveri al Cotugno, uno in più rispetto a ieri e nove sono i pazienti in pronto soccorso, in attesa di eventuale ricovero, di età compresa tra i 30 ed i 40 anni. «Presentato epatiti non complicate – riferisce il responsabile del pronto soccorso infettivologico dell’ospedale Cotugno, Raffaele Di Sarno – che al momento non

Epatite A, crescono i contagi. Vietato vendere cozze crude

Ormai il numero dei ricoverati per epatite A all’ospedale Cotugno è diventato quasi un bollettino medico.Ieri 14 nuovi casi e 50 le persone ricoverate, ma le loro condizioni – fa sapere la direzione generale dell’azienda dei Colli – non sono critiche. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita di

Epatite A, i ristoratori: “Da noi solo prodotti certificati”

Ieri mattina è arrivata l’ordinanza che vieta ai ristoratori di Napoli di vendere cozze crude.«Ci atterremo strettamente al divieto perché la nostra priorità è tutelare il cliente, al di là delle eventuali ripercussioni economiche che ne possono derivare». Rita Fummo (nella foto), titolare del ristorante “Ciro a Mergellina”, va anche oltre il divieto imposto dopo

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