Caso Sangiuliano, no alla multa per Report

La registrazione audio della conversazione tra Gennaro Sangiuliano e la moglie poteva essere diffusa. Così hanno deciso i giudici che hanno accolto il ricorso presentato dalla trasmissione Report e annullato la multa da 150mila euro inflitta alla Rai dal Garante della Privacy dopo la diffusione, da parte di Report, degli audio di una conversazione tra l’ex ministro della Cultura Sangiuliano e la moglie Federica Corsini.
Le toghe hanno confermato che «era legittimo e di interesse pubblico trasmettere l’audio». Smontata, quindi, la tesi del Garante che si basava sulla presunta violazione della privacy derivata dalla diffusione degli audio. Inoltre, secondo quanto dichiarato da Sigfrido Ranucci, conducente della trasmissione, «il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge».
Nella sentenza, infatti si legge che «lo stesso Garante, si ricorda, ha fissato i propri tempi di azione, stabilendo – nel Codice Privacy – che “le determinazioni sui reclami devono avvenire entro 9/12 mesi ‘dalla ricezione del reclamò, dove il più ampio termine di 12 mesi viene accordato dalla legge solo in presenza di motivate esigenze istruttorie previamente comunicate all’interessato secondo quanto stabilito dall’art. 8 del medesimo regolamento (cosa che, nella specie, non è avvenuta)».
Il Tribunale di Roma, cancellando la multa ritenendola «lesiva del diritto di cronaca» e tardiva, ha chiamato in causa due principi: il primo è la libertà di stampa, il secondo un difetto procedurale, i tempi troppo lunghi per infliggere la multa. Inoltre le toghe hanno deciso che il Garante dovrà pagare anche 5mila euro di spese legali.
In breve i fatti. Era il dicembre del 2024 quando, durante il programma Report, il conduttore, Ranucci, mandava in onda la registrazione di una conversazione privata, registrata da Maria Rosaria Boccia, tra l’allora ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. Nello scambio di battute anche la possibilità di bloccare un contratto di consulenza. Partendo da questo particolare, e quindi dai temi trattati che secondo i giudici ricoprivano un chiaro interesse pubblico, era lecita la messa in onda dell’audio in quanto «legittimo esercizio di cronaca e critica giornalistica».
«Le conversazioni telefoniche intercorse tra l’ex ministro e la moglie attengono al tema, di sicuro interesse, relativo alla possibilità che l’assegnazione di alte cariche istituzionali, anziché ispirate alla miglior cura dell’interesse pubblico, possano essere influenzate da questioni di natura squisitamente personale»

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