BENEVENTO - Il codice etico prende corpo. Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, alza l’asticella sulle cosiddette liste pulite da Morcone, in provincia di Benevento, subito dopo il taglio del nastro della sede del gruppo territoriale “Alto Tammaro” del Movimento 5 Stelle. «Ho già chiesto alla mia coalizione di produrre i carichi pendenti e il casellario giudiziario dei candidati» ha chiarito l’ex presidente della Camera. «È una garanzia per tutti: partiti, candidati ed elettori. E non significa essere giustizialisti ma compiere un atto di responsabilità». Il messaggio è chiaro: non una semplice dichiarazione di principio ma un vincolo di trasparenza che si lega direttamente al codice etico già messo sul tavolo della coalizione. Una linea – questa – che secondo Fico non può non essere il fondamento della composizione delle liste per Palazzo Santa Lucia. Sull’argomento, accanto al tema delle regole interne, Fico ha rilanciato anche sul terreno politico: «Non ci saranno tante liste. Sarà un numero più basso rispetto alle precedenti elezioni regionali». Il quadro è già definito. Con il Movimento 5 Stelle ci saranno il Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, i Riformisti (con Italia Viva e altre forze minori), il Partito Socialista e due civiche: una legata a Vincenzo De Luca (A Testa Alta) e una collegata direttamente al candidato presidente. Una coalizione assolutamente “dimagrita” se paragonata al passato: nel 2020 De Luca fu sostenuto da quindici liste, nel 2015 da nove. «Voglio fare una campagna elettorale a testa bassa, ascoltando i territori, tutti, i piccoli e grandi centri, le aree interne» ha concluso Fico marcando una precisa scelta di campo. Il campo, eh già. Quello progressista più passa il tempo e più somiglia a un campo minato. Soprattutto per lui.

