Campania, giunta al fotofinish

Una corsa contro il tempo. Ma anche a ostacoli. L’ultimo miglio di Roberto Fico verso la definizione della giunta regionale è tutto concentrato nella giornata di ieri. E segnato dal tentativo di ricucire le frizioni emerse con i cosiddetti partiti minori del campo largo e di chiudere una partita che resta aperta. Le cariche istituzionali, finite per lo più in un confronto a tre – Partito democratico, Movimento Cinque Stelle e A Testa Alta – sono diventate terreno fertile per ulteriori tensioni. E così Casa Riformista, Noi di Centro e Alleanza Verdi e Sinistra le hanno utilizzate come grimaldello per entrare con forza nel ragionamento sugli assetti complessivi della coalizione a Palazzo Santa Lucia. Il metodo adottato non è piaciuto. E soprattutto non dovrà fare scuola. Né per le scelte di governo – assessorati e presidenze di commissione – né per il sottogoverno. La sensazione maturata nelle ultime ore è che, nel tentativo di neutralizzare le fibrillazioni interne alla maggioranza relativa guidata dal Pd partenopeo e da A Testa Alta, con i Cinque Stelle nel ruolo di argine e cuscinetto, il presidente Fico abbia ceduto troppo. Da qui la reazione dei “cespugli” del campo largo. Nessuno punta alla rottura. Ma la volontà di farsi pesare è evidente. E il governatore ne ha preso atto. Casa Riformista e Noi di Centro – come annunciato alla vigilia – hanno dato vita a un gruppo consiliare unico diventando con cinque consiglieri la terza forza della maggioranza. I numeri, sulla carta, parlano chiaro: spetterebbero due assessorati, uno per i renziani e uno per la formazione guidata da Clemente Mastella. Per Noi di Centro resta in rampa di lancio Maria Carmela Serluca, assessore al Bilancio del Comune di Benevento. Anche se non è escluso un ripensamento a favore di Pasquale Giuditta, coordinatore regionale del partito. Per la Serluca si parla di Agricoltura, mentre nel confronto interno non manca chi prova a spingerne il profilo anche sul Bilancio. Più complessa la partita in Casa Riformista. Tommaso Pellegrino, primo per consenso personale nella circoscrizione di Salerno ma rimasto fuori dal Consiglio regionale, potrà rientrare solo attraverso un incarico di sottogoverno. Dopo una fase in cui era circolato il nome di Teresa Bellanova, vicina al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ha ripreso quota in maniera decisa quello di Angelica Saggese: cattolica, salernitana, originaria di Oliveto Citra, già candidata sindaco a San Gregorio Magno, ex parlamentare del Pd e poi confluita in Italia Viva. Una candidatura che incontra però le resistenze di Armando Cesaro, dirigente di peso dell’area centrista. Resta così in pista anche il nome di Stanislao Lanzotti, amico di lunga data di Fico. Ai renziani potrebbero andare le Aree interne o le Attività produttive. In Alleanza Verdi e Sinistra la linea è definita da tempo. La proposta per la Campania è Fiorella Zabatta, portavoce nazionale di Europa Verde. L’obiettivo dichiarato resta l’Agricoltura. Sullo sfondo resta l’ipotesi Ambiente, che potrebbe però chiudersi con una riconferma “di pacificazione” a favore di Fulvio Bonavitacola, vicepresidente negli anni deluchiani. Per lui resta in piedi anche la delega alle Attività produttive. Per il Movimento Cinque Stelle il nome più accreditato è quello della deputata Gilda Sportiello (Politiche sociali o Lavoro). Sul fronte Pd il quadro appare più definito. Mario Casillo è destinato al ruolo di vicepresidente della Regione con delega ai Trasporti. Al sindaco di Portici Enzo Cuomo, indicato dall’area Schlein e sostenuto dal deputato Marco Sarracino, potrebbe andare lo Sport. Per la terza casella probabile spazio a una donna. Dentro Anna Riccardi, attiva nell’associazionismo nella periferia orientale di Napoli e con un rapporto diretto con la segretaria nazionale. Oppure Roberta Santaniello, dirigente dem irpina più gradita all’area che fa riferimento a Vincenzo De Luca. Ma tra i dem sta prendendo quota – con sponda nazionale – l’assessorato per Andrea Morniroli, che lavora nella coop sociale Dedalus e andrebbe ad occuparsi di politiche sociali. In casa socialista confermato l’ingresso nell’esecutivo di Enzo Maraio (Turismo o Sport). Al Bilancio dovrebbe essere confermato l’uscente Ettore Cinque. La Sanità, infine, resterà nelle mani dello stesso Fico, come annunciato, almeno per i prossimi diciotto mesi.

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