Michele Cammarano torna in campo con la stessa determinazione di sempre. Cinque anni di battaglie in Consiglio regionale non gli sono bastati: «Il lavoro va completato». Candidato del Movimento 5 Stelle nella circoscrizione di Salerno a sostegno di Roberto Fico e del centrosinistra, il politico classe 1974 rivendica coerenza, risultati e una visione chiara: ambiente, territori e sviluppo sostenibile come motore di una Campania che non lasci indietro nessuno.
Consigliere Cammarano, partiamo da qui: cosa l’ha spinta a ricandidarsi?
«Mi ricandido perché il lavoro iniziato va completato. In questi anni ho combattuto battaglie importanti e credo sia necessario proseguire. Roberto Fico rappresenta un’idea di governo basata su trasparenza, partecipazione e visione. La Campania ha bisogno di una guida capace di guardare al futuro. Con Fico e con il Movimento lavoriamo per una Regione che non lasci indietro nessuno e che metta al centro ambiente, diritti e sviluppo sostenibile».
In questi cinque anni lei è stato tra i volti più attivi del Movimento in Campania. Quali risultati rivendica con più orgoglio del suo lavoro in Consiglio regionale?
«Sono stati cinque anni intensi durante i quali non mi sono mai sottratto al confronto e alle battaglie più difficili. Rivendico con orgoglio il lavoro svolto come presidente della commissione Aree Interne, che ha dato voce a territori troppo spesso dimenticati. Abbiamo costruito strategie concrete per lo sviluppo rurale, agricolo, turistico e infrastrutturale mettendo al centro le esigenze reali delle comunità. Ho lottato per garantire trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e per contrastare i ritardi nei bandi agricoli che hanno penalizzato migliaia di agricoltori. Ho difeso con determinazione la nostra provincia, contribuendo al rilancio dell’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi. Sono risultati concreti che parlano di difesa dei territori e non di passerelle politiche».
Il Movimento Cinque Stelle oggi è parte integrante del campo progressista ma in questi anni è stato all’opposizione del governo di centrosinistra alla Regione, le cui forze politiche sono naturalmente nella coalizione del campo largo. Quali sono state le sintesi programmatiche decisive?
«In Regione siamo stati opposizione perché molte scelte non rispecchiavano la nostra visione di sviluppo e di giustizia territoriale. Abbiamo scelto la coerenza al compromesso lavorando con responsabilità e spirito costruttivo. Oggi abbiamo costruito una sintesi politica chiara con le forze progressiste portando nella coalizione la nostra identità e la nostra idea di futuro: tutela dei territori, ambiente come motore di sviluppo, investimenti nelle aree interne e un modello economico basato su innovazione, agricoltura di qualità, turismo sostenibile e servizi pubblici solidi».
La provincia di Salerno resta un territorio cruciale ma spesso dimenticato. Quali sono, secondo lei, le priorità da affrontare subito?
«La provincia di Salerno è un patrimonio straordinario. La priorità è rompere l’isolamento: servono mobilità moderna, collegamenti rapidi, investimenti nei trasporti pubblici e infrastrutture che uniscano costa e aree interne. L’aeroporto è un’opportunità ma deve diventare pienamente operativo e integrato in una rete territoriale. Bisogna sostenere l’agricoltura di qualità, il turismo diffuso, garantire servizi sanitari adeguati e contrastare lo spopolamento con politiche mirate per giovani e famiglie. Salerno e il Cilento non devono essere una cartolina elettorale ma un vero motore di sviluppo regionale».
Ambiente. Quali sono le politiche regionali da mettere in campo nei prossimi anni?
«La sfida ambientale è la sfida del futuro della Campania. Non possiamo più permetterci ritardi o soluzioni tampone: serve una direzione chiara basata su economia circolare, raccolta differenziata reale, impianti moderni e bonifiche delle aree contaminate. L’ambiente non è un limite allo sviluppo ma la sua condizione essenziale. Dobbiamo puntare su energie rinnovabili che rispettino il paesaggio, tutelare acqua e suoli agricoli, valorizzare le filiere biologiche e potenziare trasporto pubblico e mobilità sostenibile. La Campania può diventare un modello nazionale di green economy capace di prevenire e trasformare i problemi ambientali in opportunità».
Il centrosinistra si presenta con più liste e molti candidati. Non teme che la frammentazione possa indebolire il fronte di Fico?
«Non credo. Siamo in questa coalizione con chiarezza di obiettivi e coerenza. Il Movimento ha un ruolo fondamentale: porta con sé il proprio candidato presidente ma anche linearità, trasparenza e una visione netta. Se sapremo comunicare bene la nostra proposta e restare uniti sui contenuti, la pluralità non sarà una debolezza ma un valore».
Guardando oltre il voto: che ruolo immagina per il Movimento Cinque Stelle nella prossima legislatura regionale? E quale per lei?
«Il Movimento 5 Stelle avrà un ruolo da protagonista nella prossima legislatura. Io continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: stare al fianco dei cittadini, promuovere proposte concrete e difendere i territori, in particolare le aree interne e la provincia di Salerno. Mi auguro che nella prossima giunta nasca un assessorato, o una struttura dedicata, alle aree interne, capace di garantire attenzione, risorse e una visione di sviluppo duratura per le comunità che ne fanno parte».

